Gli autori ripercorrono e discutono i contributi del numero monografico di «Italia medioevale e umanistica», LIV, 2013, pubblicato in occasione del settimo Centenario della nascita di Giovanni Boccaccio e a lui interamente dedicato. Prendendo le mosse dai saggi raccolti in IMU, ne sviluppano alcune linee di ricerca con simile approccio metodologico: analizzano le ricadute della situazione economico-patrimoniale del Certaldese sulla sua attività letteraria (sulla scorta del dossier fiscale ricavato dal lavoro in fieri sul suo Codice diplomatico); riflettono sulla sua lettura dei classici (in particolare Terenzio e Plinio), sulla sua attività di postillatore (che testimonia un’attenzione per gli aspetti grafico-linguistici del latino tutt’altro che trascurabile), sulla sua biblioteca (di cui conosciamo in buona parte mole e contenuto) e sul suo ruolo nella rimessa in circolazione del greco e nella traduzione dei poemi omerici affidata a Leonzio Pilato; ridefiniscono, da ultimo, alcuni aspetti dei suoi complessi rapporti con Paolino Veneto, Zanobi da Strada e Francesco Petrarca.

Novità su Giovanni Boccaccio: un numero monografico di «Italia medioevale e umanistica»

BERTE', MONICA;
2015-01-01

Abstract

Gli autori ripercorrono e discutono i contributi del numero monografico di «Italia medioevale e umanistica», LIV, 2013, pubblicato in occasione del settimo Centenario della nascita di Giovanni Boccaccio e a lui interamente dedicato. Prendendo le mosse dai saggi raccolti in IMU, ne sviluppano alcune linee di ricerca con simile approccio metodologico: analizzano le ricadute della situazione economico-patrimoniale del Certaldese sulla sua attività letteraria (sulla scorta del dossier fiscale ricavato dal lavoro in fieri sul suo Codice diplomatico); riflettono sulla sua lettura dei classici (in particolare Terenzio e Plinio), sulla sua attività di postillatore (che testimonia un’attenzione per gli aspetti grafico-linguistici del latino tutt’altro che trascurabile), sulla sua biblioteca (di cui conosciamo in buona parte mole e contenuto) e sul suo ruolo nella rimessa in circolazione del greco e nella traduzione dei poemi omerici affidata a Leonzio Pilato; ridefiniscono, da ultimo, alcuni aspetti dei suoi complessi rapporti con Paolino Veneto, Zanobi da Strada e Francesco Petrarca.
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