Il saggio è frutto di riflessioni scaturite da tre ricerche e da un laboratorio linguistico svolti tra l’Abruzzo e le Marche nei quali sono state protagoniste le donne immigrate. Dopo una breve introduzione sulla complessità dell’immigrazione femminile in Italia e sul ruolo strategico che svolge la donna immigrata nella costruzione e nel funzionamento delle reti migratorie e nella mediazione, vengono descritte le strategie che utilizza per adattarsi al nuovo contesto, volte anche ad attivare processi di emancipazione da modelli culturali che la vogliono relegare a mansioni esclusivamente domestiche. Nelle ricerche svolte sono state intervistate con metodo qualitativo e quantitativo donne straniere di prima generazione che vivono e lavorano nelle province di Ancona e Chieti. Nel saggio sono state riprese le principali elaborazioni scaturite dalle ricerche, che sono: - le modalità che le immigrate hanno utilizzato per gestire il rapporto identità/differenza, grazie alle quali sono state in grado di attivare modalità e prassi utili a favorire reciprocità, facilità di convivenza e dialogo interculturale; - le difficoltà vissute nella fase di inserimento, che ha comportato isolamento territoriale e/o sociale; - l’utilizzo della lingua come strumento di empowerment che permette loro di raccontarsi, partecipare e riappropriarsi degli spazi pubblici; - la conoscenza della lingua italiana, strumento strategico per le pari opportunità, perché condiziona opportunità di comunicazione, scambi interpersonali, l’esercizio dei diritti, le possibilità di sbocchi professionali, la partecipazione e l’inserimento nella società. La carenza di competenze linguistico-comunicative è uno dei fattori che ostacolano un dinamico processo di integrazione nel tessuto economico, sociale e culturale nel paese di accoglienza. Nella parte finale è stato illustrato il progetto pilota “Segni migranti. Femminile plurale” in cui l’apprendimento linguistico e gli esercizi di scrittura permettono di recuperare la dimensione epica della migrazione.

Percorsi di apprendimento della lingua italiana e di adattabilità al contesto di ricezione da parte di donne immigrate

Lannutti Vittorio
2018-01-01

Abstract

Il saggio è frutto di riflessioni scaturite da tre ricerche e da un laboratorio linguistico svolti tra l’Abruzzo e le Marche nei quali sono state protagoniste le donne immigrate. Dopo una breve introduzione sulla complessità dell’immigrazione femminile in Italia e sul ruolo strategico che svolge la donna immigrata nella costruzione e nel funzionamento delle reti migratorie e nella mediazione, vengono descritte le strategie che utilizza per adattarsi al nuovo contesto, volte anche ad attivare processi di emancipazione da modelli culturali che la vogliono relegare a mansioni esclusivamente domestiche. Nelle ricerche svolte sono state intervistate con metodo qualitativo e quantitativo donne straniere di prima generazione che vivono e lavorano nelle province di Ancona e Chieti. Nel saggio sono state riprese le principali elaborazioni scaturite dalle ricerche, che sono: - le modalità che le immigrate hanno utilizzato per gestire il rapporto identità/differenza, grazie alle quali sono state in grado di attivare modalità e prassi utili a favorire reciprocità, facilità di convivenza e dialogo interculturale; - le difficoltà vissute nella fase di inserimento, che ha comportato isolamento territoriale e/o sociale; - l’utilizzo della lingua come strumento di empowerment che permette loro di raccontarsi, partecipare e riappropriarsi degli spazi pubblici; - la conoscenza della lingua italiana, strumento strategico per le pari opportunità, perché condiziona opportunità di comunicazione, scambi interpersonali, l’esercizio dei diritti, le possibilità di sbocchi professionali, la partecipazione e l’inserimento nella società. La carenza di competenze linguistico-comunicative è uno dei fattori che ostacolano un dinamico processo di integrazione nel tessuto economico, sociale e culturale nel paese di accoglienza. Nella parte finale è stato illustrato il progetto pilota “Segni migranti. Femminile plurale” in cui l’apprendimento linguistico e gli esercizi di scrittura permettono di recuperare la dimensione epica della migrazione.
978-88-6056-561-7
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11564/689241
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