Le Brassicaceae sono una famiglia di piante erbacee tipiche delle regioni extratropicali dell'emisfero boreale e comprendono circa 300 generi e quasi 4000 specie. I generi più importanti sono: Brassica oleracea, che costituisce un gruppo da cui derivano molti cultivars (cavolo nero, cavolo cappuccio, cavolfiore, cavoletti di Bruxelles, broccoli, cavolo rapa), Sinapis alba (senape bianca), Raphanus sativus (ravanello), Eruca sativa (rucola). Le Brassicaceae sono dotate di una significativa attività biologica responsabile di numerosi effetti benefici. Queste proprietà vengono ascritte principalmente all’elevato contenuto di glucosinolati (GLS), un gruppo di sostanze fitochimiche che comprende una miscela di più di 300 differenti composti largamente distribuiti nella famiglia delle Brassicaceae. Anche gli isotiocianati (ITC), prodotti di degradazione dei GLS, sono considerati composti bioattivi responsabili dei numerosi effetti biologici. In seguito ad ingestione delle Brassicaceae, l’idrolisi dei GLS a ITC avviene ad opera dell’enzima mirosinasi (MYR), presente nelle cellule vegetali oppure dalla sua isoforma presente nella flora batterica intestinale. Diversi fattori chimici, fisici e biologici possono interferire con tale reazione, quindi risulta difficile prevedere con certezza la natura e la quantità dei prodotti bioattivi finali e la loro biodisponibilità. Dai numerosi lavori in cui è stato studiato l’effetto (benefico e/o tossico) di alcuni vegetali in toto, di estratti o di molecole pure, emergono risultati non sempre concordanti, dai quali non è possibile identificare con chiarezza la classe di molecole principalmente responsabili degli effetti osservati. Tuttavia numerosi studi hanno messo in evidenza l’effetto chemiopreventivo di composti fitochimici derivati dalle Brassicaceae. È stato osservato che la somministrazione orale di ITC sarebbe in grado di prevenire il processo di cancerogenesi in modelli animali, sia con predisposizione genetica che indotto dall’esposizione a noti cancerogeni. Inoltre, gli ITC, ed in particolare il sulforafane (SFN), potrebbero inibire la crescita di cellule tumorali umane in diversi modelli animali xenograft. L’attività biologica di queste molecole naturali si esplica tramite una moltitudine di meccanismi d’azione, tra cui: modulazione del metabolismo dei cancerogeni, principalmente attraverso l’inibizione del sistema enzimatico CYP450 dipendente, modulazione del ciclo cellulare, inibizione dell’angiogenesi e della metastasi, effetti antiossidanti, antiinfiammatori e immunomodulatori. Inoltre le Brassicaceae sembrerebbero avere effetti protettivi nei confronti delle alterazione provocata da una dieta ricca di grassi e di altre condizione quali diabete, steatosi epatica e malattie osteo-articolari. Considerando le numerose proprietà benefiche sopra elencate delle Brassicaceae e delle molecole in esse contenute, non sorprende il fatto che il loro consumo sia largamente diffuso sottoforma di integratori alimentari.

POTENZIALI EFFETTI FARMACOLOGICI E NUTRACEUTICI DELLE BRASSICACEAE

Sheila Leone
2019

Abstract

Le Brassicaceae sono una famiglia di piante erbacee tipiche delle regioni extratropicali dell'emisfero boreale e comprendono circa 300 generi e quasi 4000 specie. I generi più importanti sono: Brassica oleracea, che costituisce un gruppo da cui derivano molti cultivars (cavolo nero, cavolo cappuccio, cavolfiore, cavoletti di Bruxelles, broccoli, cavolo rapa), Sinapis alba (senape bianca), Raphanus sativus (ravanello), Eruca sativa (rucola). Le Brassicaceae sono dotate di una significativa attività biologica responsabile di numerosi effetti benefici. Queste proprietà vengono ascritte principalmente all’elevato contenuto di glucosinolati (GLS), un gruppo di sostanze fitochimiche che comprende una miscela di più di 300 differenti composti largamente distribuiti nella famiglia delle Brassicaceae. Anche gli isotiocianati (ITC), prodotti di degradazione dei GLS, sono considerati composti bioattivi responsabili dei numerosi effetti biologici. In seguito ad ingestione delle Brassicaceae, l’idrolisi dei GLS a ITC avviene ad opera dell’enzima mirosinasi (MYR), presente nelle cellule vegetali oppure dalla sua isoforma presente nella flora batterica intestinale. Diversi fattori chimici, fisici e biologici possono interferire con tale reazione, quindi risulta difficile prevedere con certezza la natura e la quantità dei prodotti bioattivi finali e la loro biodisponibilità. Dai numerosi lavori in cui è stato studiato l’effetto (benefico e/o tossico) di alcuni vegetali in toto, di estratti o di molecole pure, emergono risultati non sempre concordanti, dai quali non è possibile identificare con chiarezza la classe di molecole principalmente responsabili degli effetti osservati. Tuttavia numerosi studi hanno messo in evidenza l’effetto chemiopreventivo di composti fitochimici derivati dalle Brassicaceae. È stato osservato che la somministrazione orale di ITC sarebbe in grado di prevenire il processo di cancerogenesi in modelli animali, sia con predisposizione genetica che indotto dall’esposizione a noti cancerogeni. Inoltre, gli ITC, ed in particolare il sulforafane (SFN), potrebbero inibire la crescita di cellule tumorali umane in diversi modelli animali xenograft. L’attività biologica di queste molecole naturali si esplica tramite una moltitudine di meccanismi d’azione, tra cui: modulazione del metabolismo dei cancerogeni, principalmente attraverso l’inibizione del sistema enzimatico CYP450 dipendente, modulazione del ciclo cellulare, inibizione dell’angiogenesi e della metastasi, effetti antiossidanti, antiinfiammatori e immunomodulatori. Inoltre le Brassicaceae sembrerebbero avere effetti protettivi nei confronti delle alterazione provocata da una dieta ricca di grassi e di altre condizione quali diabete, steatosi epatica e malattie osteo-articolari. Considerando le numerose proprietà benefiche sopra elencate delle Brassicaceae e delle molecole in esse contenute, non sorprende il fatto che il loro consumo sia largamente diffuso sottoforma di integratori alimentari.
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