Il contributo intende dimostrare come, proseguendo gli studi avviati da Elia sull’applicazione della categoria storiografica dei «mezzi di educazione di massa», formulata da Meda (2007), alle attrezzature ginniche-sportive in ambito scolastico (2012), si possa attribuire all’introduzione del bastone Jäger nei regolamenti scolastici compilati nel 1878 uno snodo fondamentale nel processo di costruzione formale dei «mezzi di educazione di massa» in ambito scolastico. L’introduzione di tale attrezzo, diffuso dal maestro Pietro Gallo e classificato per le sue dimensioni fra i «piccoli attrezzi», infatti, dato il suo basso costo a confronto con quello dei «grandi attrezzi», rese più economica la spesa di attrezzatura di una palestra, e al tempo stesso, agevolò le teorie ginnastiche di Emilio Baumann, padre della «ginnastica italiana» (Elia, 2015), che proprio agli attrezzi di piccole dimensioni era favorevole perché permettevano movimenti ritenuti più naturali, rispetto a quelli resi possibili dai «grandi attrezzi».

Per una promozione dei mezzi di educazione di massa nella ginnastica: l'opera di Pietro Gallo (1841-1916)

Domenico Francesco Antonio Elia
2017

Abstract

Il contributo intende dimostrare come, proseguendo gli studi avviati da Elia sull’applicazione della categoria storiografica dei «mezzi di educazione di massa», formulata da Meda (2007), alle attrezzature ginniche-sportive in ambito scolastico (2012), si possa attribuire all’introduzione del bastone Jäger nei regolamenti scolastici compilati nel 1878 uno snodo fondamentale nel processo di costruzione formale dei «mezzi di educazione di massa» in ambito scolastico. L’introduzione di tale attrezzo, diffuso dal maestro Pietro Gallo e classificato per le sue dimensioni fra i «piccoli attrezzi», infatti, dato il suo basso costo a confronto con quello dei «grandi attrezzi», rese più economica la spesa di attrezzatura di una palestra, e al tempo stesso, agevolò le teorie ginnastiche di Emilio Baumann, padre della «ginnastica italiana» (Elia, 2015), che proprio agli attrezzi di piccole dimensioni era favorevole perché permettevano movimenti ritenuti più naturali, rispetto a quelli resi possibili dai «grandi attrezzi».
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Descrizione: Elia, History of Education & Children's Literature, vol. XII, n. 1/2017
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11564/701457
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