Nel presente contributo l’autore indaga sulle fonti conservate negli archivi italiani (Archivio di Stato di Siena, Archivio Centrale di Roma, Archivio Ufficio Storico Stato Maggiore Esercito) relative ai crimini di guerra commessi nella provincia di Siena nel biennio 1943-1944 dalle forze armate tedesche e repubblicane. I crimini così individuati sono stati suddivisi in base alla tipologia di appartenenza (omicidio, ferimento, stupro, rastrellamento, danneggiamento di proprietà privata e pubblica, requisizione di beni privati e pubblici) e in modo diacronico, secondo tre fasi. La prima fase include i crimini commessi dal settembre 1943 al marzo 1944, nella quale è protagonista la violenza fascista; la seconda fase comprende i rastrellamenti antipartigiani svoltisi nel marzo del 1944; la terza, i crimini commessi durante la ritirata tedesca nell’estate del 1944. I dati raccolti hanno ricostruito l’intreccio di violenze e politica di sfruttamento al quale concorsero non solo le forze armate tedesche, ma anche quelle della Repubblica Sociale Italiana.

Crimini di guerra in provincia di Siena durante l’occupazione nazista

Domenico Francesco Antonio Elia
2010

Abstract

Nel presente contributo l’autore indaga sulle fonti conservate negli archivi italiani (Archivio di Stato di Siena, Archivio Centrale di Roma, Archivio Ufficio Storico Stato Maggiore Esercito) relative ai crimini di guerra commessi nella provincia di Siena nel biennio 1943-1944 dalle forze armate tedesche e repubblicane. I crimini così individuati sono stati suddivisi in base alla tipologia di appartenenza (omicidio, ferimento, stupro, rastrellamento, danneggiamento di proprietà privata e pubblica, requisizione di beni privati e pubblici) e in modo diacronico, secondo tre fasi. La prima fase include i crimini commessi dal settembre 1943 al marzo 1944, nella quale è protagonista la violenza fascista; la seconda fase comprende i rastrellamenti antipartigiani svoltisi nel marzo del 1944; la terza, i crimini commessi durante la ritirata tedesca nell’estate del 1944. I dati raccolti hanno ricostruito l’intreccio di violenze e politica di sfruttamento al quale concorsero non solo le forze armate tedesche, ma anche quelle della Repubblica Sociale Italiana.
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