La Decauville era una ferrovia a scartamento ridotto per il trasporto delle merci. Tra la fine del secolo XIX e la prima metà del XX, fu utilizzata anche sul Gargano per trasferire il legname dalla Foresta Umbra alla segheria Mandrione posta all’incrocio tra la SP 52 bis e la SS 89. La Decauville era, inoltre, una ferrovia temporanea che poteva facilmente essere montata e smontata, adattarsi anche a condizioni orografiche estreme al fine di arrivare quanto più vicino possibile ai luoghi dove veniva tagliato il legname. Queste caratteristiche hanno fatto sì che fossero costruiti (e dismessi) una pluralità di tracciati all’interno della Foresta Umbra. Come si sono trasformati quei tracciati? Che cosa è scomparso definitivamente? E cosa, invece, può essere parte di un nuovo progetto di territorio? Laddove le curve di livello lo consentivano la linea ferrata ha dato luogo a strade carrabili. È il caso del più conosciuto dei tracciati della Decauville: la SP 52 bis del Mandrione che porta dall’interno della foresta alla segheria. Una strada che il Piano Paesaggistico Territoriale della Regione Puglia (PPTR) ha individuato come Ulteriore Contesto per il suo valore paesaggistico. Vi sono, però, alcune linee di percorrenza della Decauville, ancora oggi riconoscibili come radure filiformi all’interno della Foresta Umbra, che non fanno parte di alcun piano. Una vera e propria rete inespressa che attende di essere identificata, descritta e interpretata dal punto di vista progettuale. La prospettiva di lavoro è quella che inquadra questi tracciati come una risorsa storico- culturale, ambientale ed economica che può essere parte di un progetto di territorio che persegua, per un verso, la tutela e la valorizzazione dei contesti attraversati e che, per altro verso, possa entrare a far parte dello scenario strategico del PPTR “La rete delle infrastrutture per la mobilità lenta nei paesaggi di terra e di mare” e integrarsi con il nodo intermodale di terzo livello (stazioni minori) di Mandrione (accesso a: ferrovia paesaggistica, rete ciclabile, servizio autobus).

I tracciati della Decauville come progetto di territorio. Il caso studio del Gargano

Antonio Alberto Clemente
2019

Abstract

La Decauville era una ferrovia a scartamento ridotto per il trasporto delle merci. Tra la fine del secolo XIX e la prima metà del XX, fu utilizzata anche sul Gargano per trasferire il legname dalla Foresta Umbra alla segheria Mandrione posta all’incrocio tra la SP 52 bis e la SS 89. La Decauville era, inoltre, una ferrovia temporanea che poteva facilmente essere montata e smontata, adattarsi anche a condizioni orografiche estreme al fine di arrivare quanto più vicino possibile ai luoghi dove veniva tagliato il legname. Queste caratteristiche hanno fatto sì che fossero costruiti (e dismessi) una pluralità di tracciati all’interno della Foresta Umbra. Come si sono trasformati quei tracciati? Che cosa è scomparso definitivamente? E cosa, invece, può essere parte di un nuovo progetto di territorio? Laddove le curve di livello lo consentivano la linea ferrata ha dato luogo a strade carrabili. È il caso del più conosciuto dei tracciati della Decauville: la SP 52 bis del Mandrione che porta dall’interno della foresta alla segheria. Una strada che il Piano Paesaggistico Territoriale della Regione Puglia (PPTR) ha individuato come Ulteriore Contesto per il suo valore paesaggistico. Vi sono, però, alcune linee di percorrenza della Decauville, ancora oggi riconoscibili come radure filiformi all’interno della Foresta Umbra, che non fanno parte di alcun piano. Una vera e propria rete inespressa che attende di essere identificata, descritta e interpretata dal punto di vista progettuale. La prospettiva di lavoro è quella che inquadra questi tracciati come una risorsa storico- culturale, ambientale ed economica che può essere parte di un progetto di territorio che persegua, per un verso, la tutela e la valorizzazione dei contesti attraversati e che, per altro verso, possa entrare a far parte dello scenario strategico del PPTR “La rete delle infrastrutture per la mobilità lenta nei paesaggi di terra e di mare” e integrarsi con il nodo intermodale di terzo livello (stazioni minori) di Mandrione (accesso a: ferrovia paesaggistica, rete ciclabile, servizio autobus).
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