Il presente lavoro ha come oggetto l’analisi delle Società Anonime ed in particolare, si concentra su una di loro che nacque, nel periodo fine secolo ottocento in Abruzzo: la S.A. Banca di Pescara. Si tratta di un momento storico, quello di fine ottocento ed inizi novecento, che vive un particolare impulso per quanto riguarda gli studi e le applicazioni pratiche della contabilità, a motivo del progresso industriale e commerciale che si è concretizzato con la nascita di nuove forme societarie (come le S.A.) e delle connesse necessità di rilevazione. Si assiste all’evoluzione di alcune funzioni e figure professionali, come quella del ragioniere e si creano le premesse, da parte della ragioneria scientifica con le teorie, in antitesi con il pensiero cerboniano , del “sistema patrimoniale” ad opera di Fabio Besta , all’insorgere della disciplina dell’Economia Aziendale, del 1926, ad opera Gino Zappa , allievo di Besta. Nello specifico, l’obiettivo del presente lavoro è quello approfondire, da un punto di vista storico, le eventuali anomalie verificatesi nella vita della S.A. Banca di Pescara, specie se vi siano state irregolarità nella costituzione, nella gestione, nelle decisioni e cambiamenti, fino alla cessazione. Si effettua un confronto tra lo Statuto della stessa e ciò che prevedeva il codice di commercio dell’epoca: sono state rispettate in pieno le imposizioni stabilite dall’uno o dall’altro? Si sofferma l’attenzione su taluni aspetti, per le quali è stata agevole la ricostruzione, anche sulla base del materiale documentale disponibile presso gli Archivi di Stato di Chieti, di Pescara, quello centrale dello Stato di Roma e le Camere di Commercio di Chieti e di Pescara. La S.A. Banca di Pescara vive due vite: la prima a fine ottocento, mentre la seconda intorno agli anni venti del nuovo secolo. Quali sono state le influenze con il contesto sociale di riferimento? Soprattutto, quali inevitabili conseguenze sono state determinate dai ruoli nell’organizzazione amministrativa della società? Che ruolo ha avuto la regolamentazione vigente su di esse? È un caso di interesse per le continue fasi vitali e la discontinuità mostrata negli anni, nonché della probabile mancanza di “coinvolgimento” degli amministratori nel contribuire a far in modo che vi fosse un epilogo migliore. L’attività di ricerca, nella prima parte, procede con una breve ricostruzione storica che consente di delineare la cornice degli avvenimenti storici ed industriali del contesto di riferimento. La seconda parte, si focalizza sul caso della S.A. Banca di Pescara.

Le società anonime in Abruzzo. Il caso della Banca di Pescara

B. Iannone
2017

Abstract

Il presente lavoro ha come oggetto l’analisi delle Società Anonime ed in particolare, si concentra su una di loro che nacque, nel periodo fine secolo ottocento in Abruzzo: la S.A. Banca di Pescara. Si tratta di un momento storico, quello di fine ottocento ed inizi novecento, che vive un particolare impulso per quanto riguarda gli studi e le applicazioni pratiche della contabilità, a motivo del progresso industriale e commerciale che si è concretizzato con la nascita di nuove forme societarie (come le S.A.) e delle connesse necessità di rilevazione. Si assiste all’evoluzione di alcune funzioni e figure professionali, come quella del ragioniere e si creano le premesse, da parte della ragioneria scientifica con le teorie, in antitesi con il pensiero cerboniano , del “sistema patrimoniale” ad opera di Fabio Besta , all’insorgere della disciplina dell’Economia Aziendale, del 1926, ad opera Gino Zappa , allievo di Besta. Nello specifico, l’obiettivo del presente lavoro è quello approfondire, da un punto di vista storico, le eventuali anomalie verificatesi nella vita della S.A. Banca di Pescara, specie se vi siano state irregolarità nella costituzione, nella gestione, nelle decisioni e cambiamenti, fino alla cessazione. Si effettua un confronto tra lo Statuto della stessa e ciò che prevedeva il codice di commercio dell’epoca: sono state rispettate in pieno le imposizioni stabilite dall’uno o dall’altro? Si sofferma l’attenzione su taluni aspetti, per le quali è stata agevole la ricostruzione, anche sulla base del materiale documentale disponibile presso gli Archivi di Stato di Chieti, di Pescara, quello centrale dello Stato di Roma e le Camere di Commercio di Chieti e di Pescara. La S.A. Banca di Pescara vive due vite: la prima a fine ottocento, mentre la seconda intorno agli anni venti del nuovo secolo. Quali sono state le influenze con il contesto sociale di riferimento? Soprattutto, quali inevitabili conseguenze sono state determinate dai ruoli nell’organizzazione amministrativa della società? Che ruolo ha avuto la regolamentazione vigente su di esse? È un caso di interesse per le continue fasi vitali e la discontinuità mostrata negli anni, nonché della probabile mancanza di “coinvolgimento” degli amministratori nel contribuire a far in modo che vi fosse un epilogo migliore. L’attività di ricerca, nella prima parte, procede con una breve ricostruzione storica che consente di delineare la cornice degli avvenimenti storici ed industriali del contesto di riferimento. La seconda parte, si focalizza sul caso della S.A. Banca di Pescara.
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