Con l’ingresso nella scuola secondaria di 1º grado, gli studenti si trovano a dover leggere e acquisire conoscenze da testi più complessi (Clemens et al., 2016). Questo mette a dura prova le competenze di base nella lettura degli studenti con DSA, sia nei casi già diagnosticati (diagnosi di conferma) sia in quelli diagnosticati successivamente (diagnosi tardiva; Torppa et al., 2015; APA, 2013). Qual è l’incidenza delle due situazioni? Ci sono differenze rispetto alle aree coinvolte? Le diagnosi tardive coinvolgono semplicemente casi «meno gravi» oppure il profilo sul piano degli apprendimenti e delle abilità intellettive è diverso? L’obiettivo del presente lavoro è rispondere a queste domande analizzando le prestazioni di alcuni ragazzi con DSA, valutati presso la ASL Napoli 2 Nord della Campania, distinti in due gruppi: a) con diagnosi di conferma (prima diagnosi nella scuola primaria, con successiva conferma della scuola secondaria di 1º grado); b) con diagnosi tardiva (prima diagnosi nella scuola secondaria di 1º grado). I due gruppi sono stati confrontati in base al genere, alla gravità del DSA, al tipo di DSA, alla presenza di comorbilità con altri disturbi, alle abilità di comprensione del testo e al profilo intellettivo. I risultati evidenziano tra i due gruppi differenze significative di incidenza in base al genere, alla presenza di comorbilità e al profilo intellettivo. Per le abilità di comprensione del testo, le differenze non risultano significative ma vanno tendenzialmente nella direzione prevista. Nel complesso i risultati ottenuti aiutano a comprendere alcuni dei possibili fattori che rendono «tardive» alcune diagnosi e offrono spunti per interventi sul piano della prevenzione e dell’individuazione precoce.

Le sfide della secondaria di 1º grado per gli studenti con DSA. Tra diagnosi di conferma e nuove diagnosi

Sergio Di Sano
;
2019

Abstract

Con l’ingresso nella scuola secondaria di 1º grado, gli studenti si trovano a dover leggere e acquisire conoscenze da testi più complessi (Clemens et al., 2016). Questo mette a dura prova le competenze di base nella lettura degli studenti con DSA, sia nei casi già diagnosticati (diagnosi di conferma) sia in quelli diagnosticati successivamente (diagnosi tardiva; Torppa et al., 2015; APA, 2013). Qual è l’incidenza delle due situazioni? Ci sono differenze rispetto alle aree coinvolte? Le diagnosi tardive coinvolgono semplicemente casi «meno gravi» oppure il profilo sul piano degli apprendimenti e delle abilità intellettive è diverso? L’obiettivo del presente lavoro è rispondere a queste domande analizzando le prestazioni di alcuni ragazzi con DSA, valutati presso la ASL Napoli 2 Nord della Campania, distinti in due gruppi: a) con diagnosi di conferma (prima diagnosi nella scuola primaria, con successiva conferma della scuola secondaria di 1º grado); b) con diagnosi tardiva (prima diagnosi nella scuola secondaria di 1º grado). I due gruppi sono stati confrontati in base al genere, alla gravità del DSA, al tipo di DSA, alla presenza di comorbilità con altri disturbi, alle abilità di comprensione del testo e al profilo intellettivo. I risultati evidenziano tra i due gruppi differenze significative di incidenza in base al genere, alla presenza di comorbilità e al profilo intellettivo. Per le abilità di comprensione del testo, le differenze non risultano significative ma vanno tendenzialmente nella direzione prevista. Nel complesso i risultati ottenuti aiutano a comprendere alcuni dei possibili fattori che rendono «tardive» alcune diagnosi e offrono spunti per interventi sul piano della prevenzione e dell’individuazione precoce.
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