Premesse e scopo dello studio: L’Atresia Esofagea (AE) si presenta in associazione con l’Atresia Duodenale (AD) nel 3-6% dei casi. La letteratura è scarsa a riguardo e l’approccio alla doppia patologia non è univocamente definito. Materiali e Metodi: Si effettua: 1. revisione della casistica dei pazienti con AE+AD trattati dal 2000 ad oggi nel nostro Centro, valutando approccio chirurgico ed outcomes; 2. revisione della letteratura, includendo gli articoli in lingua inglese con case series di 3 o più pazienti. Risultati: Casistica: Sono stati inclusi 5 pz con AE+AD. In 4/5 casi (80%) l'approccio è stato in tempo unico, con anastomosi esofagea primaria e correzione dell’AD, in 1/4 pz (25%) con gastrostomia protettiva. In 1/5 neonati (20%), vi è stata una diagnosi ritardata di membrana perforata (in IX giornata). Systematic review: Di 128 abstracts, 6 articoli rientravano nei criteri di inclusione, per un totale di 68 pz (41 M, 27 F). Di questi, 24 (35,3%) sono stati sottoposti ad intervento in tempo unico, 36 (52,9%) a stadi e 7 (10,3%) sono deceduti prima dell’intervento. In 36/68 (52,9%) è stata confezionata una gastrostomia. Dei 36 pz sottoposti a correzione a stadi, in 16 (44,4%) è stata corretta prima l’AD e poi l’AE, con una mortalità del 31% (5/16). Nove/68 (13%) hanno avuto diagnosi ritardata di AD (range 3°-22° giornata). Conclusioni: L’associazione AE+AD presenta diverse problematiche gestionali e non bisogna sottovalutare la presenza di AD in pz con AE. La correzione in tempo unico senza gastrostomia di protezione sembra essere un valido e sicuro management.

Atresia Esofagea associata ad Atresia Duodenale: esperienza monocentrica e revisione della letteratura.

Maria Enrica Miscia;Lauriti Giuseppe;Lisi Gabriele;Lelli Chiesa Pierluigi
2019

Abstract

Premesse e scopo dello studio: L’Atresia Esofagea (AE) si presenta in associazione con l’Atresia Duodenale (AD) nel 3-6% dei casi. La letteratura è scarsa a riguardo e l’approccio alla doppia patologia non è univocamente definito. Materiali e Metodi: Si effettua: 1. revisione della casistica dei pazienti con AE+AD trattati dal 2000 ad oggi nel nostro Centro, valutando approccio chirurgico ed outcomes; 2. revisione della letteratura, includendo gli articoli in lingua inglese con case series di 3 o più pazienti. Risultati: Casistica: Sono stati inclusi 5 pz con AE+AD. In 4/5 casi (80%) l'approccio è stato in tempo unico, con anastomosi esofagea primaria e correzione dell’AD, in 1/4 pz (25%) con gastrostomia protettiva. In 1/5 neonati (20%), vi è stata una diagnosi ritardata di membrana perforata (in IX giornata). Systematic review: Di 128 abstracts, 6 articoli rientravano nei criteri di inclusione, per un totale di 68 pz (41 M, 27 F). Di questi, 24 (35,3%) sono stati sottoposti ad intervento in tempo unico, 36 (52,9%) a stadi e 7 (10,3%) sono deceduti prima dell’intervento. In 36/68 (52,9%) è stata confezionata una gastrostomia. Dei 36 pz sottoposti a correzione a stadi, in 16 (44,4%) è stata corretta prima l’AD e poi l’AE, con una mortalità del 31% (5/16). Nove/68 (13%) hanno avuto diagnosi ritardata di AD (range 3°-22° giornata). Conclusioni: L’associazione AE+AD presenta diverse problematiche gestionali e non bisogna sottovalutare la presenza di AD in pz con AE. La correzione in tempo unico senza gastrostomia di protezione sembra essere un valido e sicuro management.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11564/712099
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