Lo stato di esposizione spesso riscontrabile nell'edificato storico nei contesti connotati da condizioni di rischio, la vulnerabilità alle azioni del degrado e alle minacce ambientali e antropiche, deriva, spesso, da un uso non efficiente ed efficace delle risorse tecniche e organizzative. È il prodotto di un processo di conservazione evidentemente connotato, esso stesso, dalla condizione di fragilità. La fragilità del patrimonio storico-architettonico riflette quella dei processi con i quali questo è gestito e curato. Si evidenzia, pertanto, la necessità di determinare modalità utili a trasferire la conservazione dal piano dell’auspicabile a quello dell’ordinario attraverso l’implementazione di un processo di conservazione connotato dal carattere della “antifragilità” da erogare costantemente nel tempo e che abbia come fine il mantenimento in sicurezza degli edifici e dei contesti in relazione ai molteplici, e talvolta interrelati, fattori che connotano ciascuno specifico ambito urbano e territoriale. Il saggio propone una riflessione di carattere metodologico sulle modalità di ottimizzazione della conservazione del patrimonio storico-architettonico analizzando le caratteristiche della conservazione preventiva programmata, come processo e come sistema organizzativo, evidenziando come il contributo delle tecnologie di manutenzione conferisca specifiche connotazioni di “antifragilità” indispensabili a contrastare le insorgenti condizioni di “fragilità”del patrimonio. La manutenzione è affermata come parte imprescindibile di un efficace progetto di conservazione, fondamentale approccio metodologico per la definizione delle scelte progettuali per una conservazione programmata. Nell'ottica dell’attivazione di processi per una più diffusa ed efficace salvaguardia del patrimonio si pone in evidenza l’esperienza europea del MonumentenWacht: un approccio “bottom-up” dove le modalità di organizzazione del servizio, caratterizzato dalla presenza sul territorio di piccole entità di specialisti finalizzate alla diagnostica e al monitoraggio, consente una sempre più larga azione di prevenzione e salvaguardia del patrimonio storico-architettonico pubblico e privato.

Antifragilità del processo conservativo versus fragilità del patrimonio architettonico

Michele, Di Sivo
;
Daniela, Ladiana
2019

Abstract

Lo stato di esposizione spesso riscontrabile nell'edificato storico nei contesti connotati da condizioni di rischio, la vulnerabilità alle azioni del degrado e alle minacce ambientali e antropiche, deriva, spesso, da un uso non efficiente ed efficace delle risorse tecniche e organizzative. È il prodotto di un processo di conservazione evidentemente connotato, esso stesso, dalla condizione di fragilità. La fragilità del patrimonio storico-architettonico riflette quella dei processi con i quali questo è gestito e curato. Si evidenzia, pertanto, la necessità di determinare modalità utili a trasferire la conservazione dal piano dell’auspicabile a quello dell’ordinario attraverso l’implementazione di un processo di conservazione connotato dal carattere della “antifragilità” da erogare costantemente nel tempo e che abbia come fine il mantenimento in sicurezza degli edifici e dei contesti in relazione ai molteplici, e talvolta interrelati, fattori che connotano ciascuno specifico ambito urbano e territoriale. Il saggio propone una riflessione di carattere metodologico sulle modalità di ottimizzazione della conservazione del patrimonio storico-architettonico analizzando le caratteristiche della conservazione preventiva programmata, come processo e come sistema organizzativo, evidenziando come il contributo delle tecnologie di manutenzione conferisca specifiche connotazioni di “antifragilità” indispensabili a contrastare le insorgenti condizioni di “fragilità”del patrimonio. La manutenzione è affermata come parte imprescindibile di un efficace progetto di conservazione, fondamentale approccio metodologico per la definizione delle scelte progettuali per una conservazione programmata. Nell'ottica dell’attivazione di processi per una più diffusa ed efficace salvaguardia del patrimonio si pone in evidenza l’esperienza europea del MonumentenWacht: un approccio “bottom-up” dove le modalità di organizzazione del servizio, caratterizzato dalla presenza sul territorio di piccole entità di specialisti finalizzate alla diagnostica e al monitoraggio, consente una sempre più larga azione di prevenzione e salvaguardia del patrimonio storico-architettonico pubblico e privato.
STUDI E RICERCHE DI ARCHITETTURA - Collana del Dipartimento di Architettura, Università degli Studi G.d’Annunzio, Chieti - Pescara
978-88-492-3667-5
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
3667-5 IFAU 2018_154_Michele Di Sivo - Daniela Ladiana.pdf

Solo gestori archivio

Descrizione: Copertina, indice, paper
Tipologia: Documento in Post-print
Dimensione 605.75 kB
Formato Adobe PDF
605.75 kB Adobe PDF   Visualizza/Apri   Richiedi una copia

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11564/712497
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact