Un crescente numero di studi indica che la Teoria della Mente (ToM), ossia l’abilità di attribuire pensieri, intenzioni ed emozioni a sé e agli altri, declina con l’invecchiamento. Di recente è stato proposto un nuovo strumento, il MASC (Movie for the Assessment of Social Cognition - Dziobek et al., 2006), caratterizzato da una maggiore validità ecologica rispetto ai compiti tradizionali. Lo strumento ha inoltre il pregio di analizzare la tipologia di errori commessi quali: eccesso, riduzione o assenza di mentalizzazione. Il MASC è stato usato prevalentemente in ambito clinico, dimostrandosi in grado di discriminare efficacemente diverse popolazioni cliniche. Nella presente ricerca il MASC è stato usato per la prima volta con un campione di anziani cognitivamente sani. Allo studio hanno preso parte 30 giovani (20-29 anni) 40 giovani-anziani (65-74 anni) e 41 anziani-anziani (75-91 anni). Oltre al MASC ai partecipanti è stata somministrata una prova classica di ToM (Strange Stories) e sei misure cognitive relative all’intelligenza cristallizzata e alle funzioni esecutive. I risultati indicano che gli anziani sono meno accurati rispetto ai giovani nell’attribuzione di stati mentali. Il dato più interessante riguarda l’analisi del tipo mentalizzazione. Gli anziani, rispetto ai giovani, commettono più spesso errori di ridotta/assente mentalizzazione; al contrario, rispetto agli anziani, i giovani commettono più spesso errori di eccessiva attribuzione di stati mentali. Tali differenze d’età non sono però spiegate dalle differenze riscontrate nelle prove cognitive. Riguardo alla relazione del MASC con la prova di ToM classica, è interessante sottolineare che i due strumenti risultano essere significativamente correlati, r(110) = .54. Dai dati emerge che il MASC può essere considerato una prova innovativa di ToM, in grado peraltro di fornire maggiori informazioni, rispetto alle prove classiche, sull’abilità di mentalizzazione degli anziani.

Gli errori nell'interpretazione degli stati mentali: un confronto fra giovani e anziani

Ceccato I.;
2017

Abstract

Un crescente numero di studi indica che la Teoria della Mente (ToM), ossia l’abilità di attribuire pensieri, intenzioni ed emozioni a sé e agli altri, declina con l’invecchiamento. Di recente è stato proposto un nuovo strumento, il MASC (Movie for the Assessment of Social Cognition - Dziobek et al., 2006), caratterizzato da una maggiore validità ecologica rispetto ai compiti tradizionali. Lo strumento ha inoltre il pregio di analizzare la tipologia di errori commessi quali: eccesso, riduzione o assenza di mentalizzazione. Il MASC è stato usato prevalentemente in ambito clinico, dimostrandosi in grado di discriminare efficacemente diverse popolazioni cliniche. Nella presente ricerca il MASC è stato usato per la prima volta con un campione di anziani cognitivamente sani. Allo studio hanno preso parte 30 giovani (20-29 anni) 40 giovani-anziani (65-74 anni) e 41 anziani-anziani (75-91 anni). Oltre al MASC ai partecipanti è stata somministrata una prova classica di ToM (Strange Stories) e sei misure cognitive relative all’intelligenza cristallizzata e alle funzioni esecutive. I risultati indicano che gli anziani sono meno accurati rispetto ai giovani nell’attribuzione di stati mentali. Il dato più interessante riguarda l’analisi del tipo mentalizzazione. Gli anziani, rispetto ai giovani, commettono più spesso errori di ridotta/assente mentalizzazione; al contrario, rispetto agli anziani, i giovani commettono più spesso errori di eccessiva attribuzione di stati mentali. Tali differenze d’età non sono però spiegate dalle differenze riscontrate nelle prove cognitive. Riguardo alla relazione del MASC con la prova di ToM classica, è interessante sottolineare che i due strumenti risultano essere significativamente correlati, r(110) = .54. Dai dati emerge che il MASC può essere considerato una prova innovativa di ToM, in grado peraltro di fornire maggiori informazioni, rispetto alle prove classiche, sull’abilità di mentalizzazione degli anziani.
978-88-941741-1-3
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