Negli Annali Acquaviviani, una delle parti di cui si compone la raccolta manoscritta redatta a metà del Settecento da Nicola Sorricchio, è contenuta una cronologia di eventi riguardanti la cattedrale di Atri che ha reso possibile precisare gli anni in cui Delitio era impegnato ad eseguire gli affreschi del coro. Le novità inedite contenute nel manoscritto riguardano soprattutto l’inizio della campagna decorativa del coro iniziata verosimilmente nel 1469, quando è ricordato un maestro della fabbrica della cattedrale, identificabile sicuramente con Delitio. L’affrescatura del coro si concluse sicuramente prima del 1479, anno della solenne consacrazione della cattedrale. Conseguentemente si è ipotizzato un inizio della decorazione quattrocentesca della cattedrale precedente di qualche anno l’arrivo di Delitio, giacchè negli affreschi votivi sui pilatri della navata centrale, è possibile isolare la mano di almeno due personalità diverse. Estendendo l’analisi agli affreschi nelle chiese di Atri e a quelli lasciati in altre località della regione, finora attribuiti tutti a Delitio o alla cerchia ristretta dei suoi collaboratori, si propone invece l’esistenza di altri maestri, che pur possedendo i suoi stessi strumenti linguistici, non erano capaci di esprimersi con la stessa vivacità espressiva e narrativa. A questi potrebbero essere attribuite tutte quelle opere, caratterizzate da un’intepretazione più corsiva e seriale di questa maniera, che si propone di eliminare dal catalogo di Andrea, in attesa che venga eseguita una più approfondita e attenta revisione critica della sua produzione.

Nuove fonti per la datazione degli affreschi di Andrea Delitio ad Atri

Rossana Torlontano;
2018

Abstract

Negli Annali Acquaviviani, una delle parti di cui si compone la raccolta manoscritta redatta a metà del Settecento da Nicola Sorricchio, è contenuta una cronologia di eventi riguardanti la cattedrale di Atri che ha reso possibile precisare gli anni in cui Delitio era impegnato ad eseguire gli affreschi del coro. Le novità inedite contenute nel manoscritto riguardano soprattutto l’inizio della campagna decorativa del coro iniziata verosimilmente nel 1469, quando è ricordato un maestro della fabbrica della cattedrale, identificabile sicuramente con Delitio. L’affrescatura del coro si concluse sicuramente prima del 1479, anno della solenne consacrazione della cattedrale. Conseguentemente si è ipotizzato un inizio della decorazione quattrocentesca della cattedrale precedente di qualche anno l’arrivo di Delitio, giacchè negli affreschi votivi sui pilatri della navata centrale, è possibile isolare la mano di almeno due personalità diverse. Estendendo l’analisi agli affreschi nelle chiese di Atri e a quelli lasciati in altre località della regione, finora attribuiti tutti a Delitio o alla cerchia ristretta dei suoi collaboratori, si propone invece l’esistenza di altri maestri, che pur possedendo i suoi stessi strumenti linguistici, non erano capaci di esprimersi con la stessa vivacità espressiva e narrativa. A questi potrebbero essere attribuite tutte quelle opere, caratterizzate da un’intepretazione più corsiva e seriale di questa maniera, che si propone di eliminare dal catalogo di Andrea, in attesa che venga eseguita una più approfondita e attenta revisione critica della sua produzione.
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