Controllo sociale e pratiche di sorveglianza sono espressioni connaturate da un forte senso di enigmaticità ed ambivalenza. Oggi, la sorveglianza si presenta alla stregua di un Giano bifronte dell’era postmoderna e digitale, contribuendo in maniera rilevante a ridisegnare i confini di una convivenza - già di per sé non immediatamente definita - tra uomini, big data e sistemi di analisi predittiva, favorendo la spinta verso metamorfosi importanti che anticipano realtà in bilico tra società futuribili e scenari distopici. Nel corso del tempo, i confini del controllo sociale e delle pratiche di sorveglianza hanno subìto riadattamenti e fluttuazioni in relazione al mutare di orizzonti ed aspettative sociali; questo ha comportato, necessariamente, una metamorfosi del ruolo rivestito dagli stessi attori sociali in processi che andavano a riscrivere gli orizzonti della conoscenza.Nel volume, le riflessioni degli Autori si orientano verso tali scenari, partendo da uno sfondo storico in cui la prigione antica e pre-illuminista ha rappresentato il ‘luogo’ di custodia del soggetto deviante - dove ‘custodire’ equivaleva a garantire un controllo sociale sugli individui e, di riflesso, una sicurezza sociale per la comunità - fino a pervenire ai contemporanei scenari in cui la sorveglianza digitale rappresenta la nuova frontiera del controllo. Il lento processo di alleggerimento della panoplia panoptica e lo sfaldarsi delle maglie rigide e serrate di un controllo disciplinare verticalizzato e gerarchico, esercitato in spazi segmentati e parcellizzati, ha lasciato il posto ad una forma di sorveglianza che esce fuori dagli spazi chiusi e architettonicamente funzionali a tali pratiche di appropriazione di abitudini e identità contrise, per guardare oltre la cortina di ferro del penitenziario, della caserma, delle istituzioni totali. Nel delineare il mutevole percorso di definizione delle pratiche di sorveglianza, gli Autori hanno fatto emergere la poliedricità che le accompagna in una dimensione postmoderna, ora in balia di un dominio massificato esercitato dai big data e dai sistemi di analisi predittiva.

Asimmetrie dello sguardo.La sorveglianza e il controllo sociale nell'era digitale

Andrea Antonilli
2020-01-01

Abstract

Controllo sociale e pratiche di sorveglianza sono espressioni connaturate da un forte senso di enigmaticità ed ambivalenza. Oggi, la sorveglianza si presenta alla stregua di un Giano bifronte dell’era postmoderna e digitale, contribuendo in maniera rilevante a ridisegnare i confini di una convivenza - già di per sé non immediatamente definita - tra uomini, big data e sistemi di analisi predittiva, favorendo la spinta verso metamorfosi importanti che anticipano realtà in bilico tra società futuribili e scenari distopici. Nel corso del tempo, i confini del controllo sociale e delle pratiche di sorveglianza hanno subìto riadattamenti e fluttuazioni in relazione al mutare di orizzonti ed aspettative sociali; questo ha comportato, necessariamente, una metamorfosi del ruolo rivestito dagli stessi attori sociali in processi che andavano a riscrivere gli orizzonti della conoscenza.Nel volume, le riflessioni degli Autori si orientano verso tali scenari, partendo da uno sfondo storico in cui la prigione antica e pre-illuminista ha rappresentato il ‘luogo’ di custodia del soggetto deviante - dove ‘custodire’ equivaleva a garantire un controllo sociale sugli individui e, di riflesso, una sicurezza sociale per la comunità - fino a pervenire ai contemporanei scenari in cui la sorveglianza digitale rappresenta la nuova frontiera del controllo. Il lento processo di alleggerimento della panoplia panoptica e lo sfaldarsi delle maglie rigide e serrate di un controllo disciplinare verticalizzato e gerarchico, esercitato in spazi segmentati e parcellizzati, ha lasciato il posto ad una forma di sorveglianza che esce fuori dagli spazi chiusi e architettonicamente funzionali a tali pratiche di appropriazione di abitudini e identità contrise, per guardare oltre la cortina di ferro del penitenziario, della caserma, delle istituzioni totali. Nel delineare il mutevole percorso di definizione delle pratiche di sorveglianza, gli Autori hanno fatto emergere la poliedricità che le accompagna in una dimensione postmoderna, ora in balia di un dominio massificato esercitato dai big data e dai sistemi di analisi predittiva.
Orexis
978-88-9392-228-9
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