Il principale pregio del volume Classical Sociology Beyond Methodological Nationalism, a cura di Massimo Pendenza, è quello di avere dato evidenza alla letteratura sul metodo delle scienze storico-sociali e confutato l’ambizioso tentativo di congedo dai classici da parte di Ulrich Beck e altri fautori dei global studies. Il libro prende avvio dai contributi e dalle discussioni emerse nel Convegno internazionale “La sociologia classica oltre lo stato-nazione? Una domanda per l'Europa di oggi”, tenutosi a Salerno, tra il 6 e il 7 ottobre 2011. Massimo Pendenza, tra gli organizzatori dell’iniziativa salernitana, ha riproposto il problema della critica al nazionalismo metodologico in maniera più stringente, coinvolgendo gli studio-si che contestano la tesi che i classici siano prigionieri di ciò che Pierre Bourdieu [1991] chiamava il “potere simbolico” dello Stato, cioè stabilire il significato di modelli cognitivi, pratiche di gruppo e bisogni personali, attraverso cui le relazioni siano “spontaneamente” comprese, accettate o rigettate secondo le regole stabilite in ogni campo sociale. Il volume è stato concepito come composizione polifonica, in cui ciascun autore, interpretando la parte con il proprio stile di esecuzione, partecipa a realizzare una partitura collegialmente condivisa e orchestrata dal curatore. Pur concorrendo tutti simultaneamente a confutare la critica di nazionalismo metodologico mossa ai classici del pensiero sociologico, come per i singoli pentagrammi della comune notazione, i contribuiti si suddividono in tre modi alternativi di argomentarla, da cui discende la struttura espositiva dell’opera.

Classical Sociology Beyond Methodological Nationalism, edited by Massimo Pendenza, Brill, Leiden-Boston 2014

CORCHIA LUCA
2014

Abstract

Il principale pregio del volume Classical Sociology Beyond Methodological Nationalism, a cura di Massimo Pendenza, è quello di avere dato evidenza alla letteratura sul metodo delle scienze storico-sociali e confutato l’ambizioso tentativo di congedo dai classici da parte di Ulrich Beck e altri fautori dei global studies. Il libro prende avvio dai contributi e dalle discussioni emerse nel Convegno internazionale “La sociologia classica oltre lo stato-nazione? Una domanda per l'Europa di oggi”, tenutosi a Salerno, tra il 6 e il 7 ottobre 2011. Massimo Pendenza, tra gli organizzatori dell’iniziativa salernitana, ha riproposto il problema della critica al nazionalismo metodologico in maniera più stringente, coinvolgendo gli studio-si che contestano la tesi che i classici siano prigionieri di ciò che Pierre Bourdieu [1991] chiamava il “potere simbolico” dello Stato, cioè stabilire il significato di modelli cognitivi, pratiche di gruppo e bisogni personali, attraverso cui le relazioni siano “spontaneamente” comprese, accettate o rigettate secondo le regole stabilite in ogni campo sociale. Il volume è stato concepito come composizione polifonica, in cui ciascun autore, interpretando la parte con il proprio stile di esecuzione, partecipa a realizzare una partitura collegialmente condivisa e orchestrata dal curatore. Pur concorrendo tutti simultaneamente a confutare la critica di nazionalismo metodologico mossa ai classici del pensiero sociologico, come per i singoli pentagrammi della comune notazione, i contribuiti si suddividono in tre modi alternativi di argomentarla, da cui discende la struttura espositiva dell’opera.
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