L'articolo criticizza la produzione di Ireneo Bellotta e Nicola Fiorentino, collaboratori del periodico dal 1978. Bellotta elabora un metodo peculiare che interpreta i dati folklorici come fenomeni di carattere ideologico, collocati sul piano della rappresentazione (mito) e del comportamento non utile (rito). Questi fenomeni formano, nel loro insieme, la religione: una sovrastruttura che, come indica Engels con la sua “legge dei lunghi periodi” (1894) tende a sopravvivere alla variazione delle strutture economiche, culturali e sociali, modificandole. Secondo questa prospettiva, i dati religiosi della cultura contadina del Sud Italia formano un patrimonio ideologico riferito a strutture socio-economiche precedenti, arretrate rispetto alle attuali strutture di produzione, che sono basate sul lavoro industriale e sulla globalizzazione degli scambi. Il filologo Fiorentino, libero ricercatore e, al tempo stesso, professionista della ricerca, riesce a raccogliere tutti gli stimoli culturali del suo contesto di studi (la Provincia di Chieti) e cerca di rinnovare la società dal profondo con gli strumenti della ricerca storica e letteraria: tutt’altro che “passatòfilo”, mette in discussione le certezze, per incarnare, credibilmente, il pensiero trasversale.

Una vita per la cultura e per la scuola. Ireneo Bellotta e Nicola Fiorentino

Lia Giancristofaro
2022

Abstract

L'articolo criticizza la produzione di Ireneo Bellotta e Nicola Fiorentino, collaboratori del periodico dal 1978. Bellotta elabora un metodo peculiare che interpreta i dati folklorici come fenomeni di carattere ideologico, collocati sul piano della rappresentazione (mito) e del comportamento non utile (rito). Questi fenomeni formano, nel loro insieme, la religione: una sovrastruttura che, come indica Engels con la sua “legge dei lunghi periodi” (1894) tende a sopravvivere alla variazione delle strutture economiche, culturali e sociali, modificandole. Secondo questa prospettiva, i dati religiosi della cultura contadina del Sud Italia formano un patrimonio ideologico riferito a strutture socio-economiche precedenti, arretrate rispetto alle attuali strutture di produzione, che sono basate sul lavoro industriale e sulla globalizzazione degli scambi. Il filologo Fiorentino, libero ricercatore e, al tempo stesso, professionista della ricerca, riesce a raccogliere tutti gli stimoli culturali del suo contesto di studi (la Provincia di Chieti) e cerca di rinnovare la società dal profondo con gli strumenti della ricerca storica e letteraria: tutt’altro che “passatòfilo”, mette in discussione le certezze, per incarnare, credibilmente, il pensiero trasversale.
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