Una regione come la Cirenaica, con un sistema gerarchico degli insediamenti per uno sfruttamento capillare del territorio dovette munirsi di infrastrutture integrate che permettessero collegamenti e spostamenti di merci sia via terra che via mare. Proprio per questa ricchezza di produzioni e capillare sfruttamento delle risorse, i porti della Cirenaica si presentano numerosi e con ruolo differenziato ma con vocazioni solitamente plurime, in una gerarchizzazione molto evidente, che riflette anche la differenziazione di ruoli e funzioni degli insediamenti del retroterra. Chiaramente perno fondamentale di un sistema portuale sono i grandi porti cittadini. l bacino idrografico costituito dalle valli dei fiumi Moni e Pyrgos, e da loro affluenti o emissari secondari, è particolarmente ricco di attestazioni archeologiche perché caratterizzato da un contesto geo-morfologico24 molto favorevole allo sfruttamento delle risorse locali, sia di natura agricola, che mineraria, che per lo sfruttamento delle risorse ittiche. Il territorio25 rappresenta l’area più produttiva della chora dell’antica Amathous, altrimenti caratterizzata, nell’area più a ridosso della città antica, da calcareniti e mélange alloctoni, estremamente instabili ed aridi. Dalle pendici dei Trodos alla foce di tale sistema idrogeologico, il territorio si presenta estremamente differenziato, nel landscape, nella geo-morfologia, nella tipologia di sfruttamento in antico, nella tipologia di infrastrutture che servono a percorrere il territorio e che collegano al mare. In questo territorio il legame tra la viabilità verticale, dai Trodos al mare, indi dalle miniere ai porti, e strutture portuali secondarie è spesso diretta, mentre la viabilità orizzontale, est-ovest, è quella che mette in collegamento contesti distrettuali che in antico erano autonomi, collegando via terra in modo rapido quei siti costieri che per il trasporto delle merci dovevano usare soprattutto le vie del cabotaggio lungo costa. Per quel che concerne le realtà portuali ‘minori’ in questo tratto di costa orientale della chora di Amathous, essi risultano particolarmente frequenti e si configurano come attracchi naturali presso piccoli insediamenti di età romana, che dovevano sfruttare le risorse ittiche, vista la presenza di pits e piccole vasche ancora visibili in mare a pochi metri di profondità27. Tale prima tipologia di attracchi prevede lo sfruttamento di piccole baie dal pescaggio poco profondo e quindi utilizzabili solo con piccole imbarcazioni dedite alla pesca o al trasporto locale di merce. In alcuni contesti alla baia naturale venne aggiunto un piccolo molo realizzato cavando materiale e realizzando con esso la struttura muraria artificiale del molo (fig. 7). Una portata maggiore ed un pescaggio più profondo avevano invece alcuni approdi specializzati e funzionali ad una commercializzazione più ampia di merci e risorse del territorio, che necessitavano di approdi più strutturati.

Sulle rotte del Mediterraneo sud-orientale: i sistemi portuali di Cirene (Libya) e Amathous (Cipro meridionale) tra sfruttamento delle risorse e cabotaggio

Oliva Menozzi
2022

Abstract

Una regione come la Cirenaica, con un sistema gerarchico degli insediamenti per uno sfruttamento capillare del territorio dovette munirsi di infrastrutture integrate che permettessero collegamenti e spostamenti di merci sia via terra che via mare. Proprio per questa ricchezza di produzioni e capillare sfruttamento delle risorse, i porti della Cirenaica si presentano numerosi e con ruolo differenziato ma con vocazioni solitamente plurime, in una gerarchizzazione molto evidente, che riflette anche la differenziazione di ruoli e funzioni degli insediamenti del retroterra. Chiaramente perno fondamentale di un sistema portuale sono i grandi porti cittadini. l bacino idrografico costituito dalle valli dei fiumi Moni e Pyrgos, e da loro affluenti o emissari secondari, è particolarmente ricco di attestazioni archeologiche perché caratterizzato da un contesto geo-morfologico24 molto favorevole allo sfruttamento delle risorse locali, sia di natura agricola, che mineraria, che per lo sfruttamento delle risorse ittiche. Il territorio25 rappresenta l’area più produttiva della chora dell’antica Amathous, altrimenti caratterizzata, nell’area più a ridosso della città antica, da calcareniti e mélange alloctoni, estremamente instabili ed aridi. Dalle pendici dei Trodos alla foce di tale sistema idrogeologico, il territorio si presenta estremamente differenziato, nel landscape, nella geo-morfologia, nella tipologia di sfruttamento in antico, nella tipologia di infrastrutture che servono a percorrere il territorio e che collegano al mare. In questo territorio il legame tra la viabilità verticale, dai Trodos al mare, indi dalle miniere ai porti, e strutture portuali secondarie è spesso diretta, mentre la viabilità orizzontale, est-ovest, è quella che mette in collegamento contesti distrettuali che in antico erano autonomi, collegando via terra in modo rapido quei siti costieri che per il trasporto delle merci dovevano usare soprattutto le vie del cabotaggio lungo costa. Per quel che concerne le realtà portuali ‘minori’ in questo tratto di costa orientale della chora di Amathous, essi risultano particolarmente frequenti e si configurano come attracchi naturali presso piccoli insediamenti di età romana, che dovevano sfruttare le risorse ittiche, vista la presenza di pits e piccole vasche ancora visibili in mare a pochi metri di profondità27. Tale prima tipologia di attracchi prevede lo sfruttamento di piccole baie dal pescaggio poco profondo e quindi utilizzabili solo con piccole imbarcazioni dedite alla pesca o al trasporto locale di merce. In alcuni contesti alla baia naturale venne aggiunto un piccolo molo realizzato cavando materiale e realizzando con esso la struttura muraria artificiale del molo (fig. 7). Una portata maggiore ed un pescaggio più profondo avevano invece alcuni approdi specializzati e funzionali ad una commercializzazione più ampia di merci e risorse del territorio, che necessitavano di approdi più strutturati.
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