L’area dell’Italia centrale compresa tra Lazio ed Abruzzo rappresenta un contesto territoriale per molti versi omogeneo sia dal punto di vista storico, che geografico ed ambientale. Nel corso del basso medioevo fu a lungo contesa tra Regnum e Stato della Chiesa. Si presenta una prima organica definizione dei caratteri dell’edilizia abitativa, caratterizzata dal punto di vista materiale dall’uso capillare del calcare e che trova espressione solo in pochi casi in contesti marcatamente urbani e una ben più ampia casistica nei centri incastellati veri punti focali dell’insediamento demico. Un consistente limite alla possibilità di ricostruzione dell’edilizia abitativa medievale di questi territori è costituito dall’elevato rischio sismico che li caratterizza e che ha avuto periodiche manifestazioni significative, determinando la perdita o la sostanziale compromissione della sua edilizia storica, solo in parte integrato da una documentazione scritta dispersa e ancora in gran parte inedita. Vengono esaminati alcuni contesti che per conservazione delle strutture in elevato o perché oggetto di indagini archeologiche recenti restituiscono un primo e sintetico quadro dei modi dell’abitare, per quanto riguarda i centri urbani, Rieti e L’Aquila, per i castelli Ocre, Albe Vecchia e Pentima/Corfinio.

Metodi costruttivi e modi di abitare lungo l’Appennino centrale in età medievale: alcuni esempi tra Regnum e Stato della Chiesa, seguendo l’impiego del calcare

Maria Carla Somma
2022-01-01

Abstract

L’area dell’Italia centrale compresa tra Lazio ed Abruzzo rappresenta un contesto territoriale per molti versi omogeneo sia dal punto di vista storico, che geografico ed ambientale. Nel corso del basso medioevo fu a lungo contesa tra Regnum e Stato della Chiesa. Si presenta una prima organica definizione dei caratteri dell’edilizia abitativa, caratterizzata dal punto di vista materiale dall’uso capillare del calcare e che trova espressione solo in pochi casi in contesti marcatamente urbani e una ben più ampia casistica nei centri incastellati veri punti focali dell’insediamento demico. Un consistente limite alla possibilità di ricostruzione dell’edilizia abitativa medievale di questi territori è costituito dall’elevato rischio sismico che li caratterizza e che ha avuto periodiche manifestazioni significative, determinando la perdita o la sostanziale compromissione della sua edilizia storica, solo in parte integrato da una documentazione scritta dispersa e ancora in gran parte inedita. Vengono esaminati alcuni contesti che per conservazione delle strutture in elevato o perché oggetto di indagini archeologiche recenti restituiscono un primo e sintetico quadro dei modi dell’abitare, per quanto riguarda i centri urbani, Rieti e L’Aquila, per i castelli Ocre, Albe Vecchia e Pentima/Corfinio.
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