In un racconto del 1963, vincitore del Premio Teramo, Di Giorgio esprime, in modo letterario, empatia e riconoscimento nei confronti del genere considerato al tempo “sesso debole”: tramite lo sguardo e la voce della protagonista, lo scrittore dipinge stereotipi e le discrasie sociali in modo critico. Il narratore non può arginare le disuguaglianze che descrive (in questo caso, la società patriarcale di un paese della provincia abruzzese), ma può raccontarle in modo da coinvolgere in un cambiamento di prospettiva il lettore che, ieri come oggi, da quella realtà si trova vicino e lontano. L’effetto di “decentramento” è il frutto di una profonda riflessione personale, etica e artistica che consente allo scrittore di essere un “osservatore antropologico”. Grazie all'intuizione della scrittura radicale, Di Giorgio è ancora attuale e, per molti aspetti, universale.
L’amico di mio fratello. Una lettura intersezionale di Antonino Di Giorgio
Lia Giancristofaro
2023-01-01
Abstract
In un racconto del 1963, vincitore del Premio Teramo, Di Giorgio esprime, in modo letterario, empatia e riconoscimento nei confronti del genere considerato al tempo “sesso debole”: tramite lo sguardo e la voce della protagonista, lo scrittore dipinge stereotipi e le discrasie sociali in modo critico. Il narratore non può arginare le disuguaglianze che descrive (in questo caso, la società patriarcale di un paese della provincia abruzzese), ma può raccontarle in modo da coinvolgere in un cambiamento di prospettiva il lettore che, ieri come oggi, da quella realtà si trova vicino e lontano. L’effetto di “decentramento” è il frutto di una profonda riflessione personale, etica e artistica che consente allo scrittore di essere un “osservatore antropologico”. Grazie all'intuizione della scrittura radicale, Di Giorgio è ancora attuale e, per molti aspetti, universale.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


