La pandemia da SARS-CoV-2 ha messo in evidenza l’importanza dell’olfatto e le difficoltà nella diagnosi dei suoi disturbi. Questo senso, spesso trascurato, è fondamentale per la nostra vita quotidiana: garantisce la sicurezza (per esempio, rilevando gas o fumo), gioca un ruolo cruciale nell’alimentazione (come il riconoscimento del cibo avariato), influenza il benessere psicologico (gli odori sono legati a emozioni e ricordi) e facilita le relazioni sociali. La funzione olfattiva si basa sull’interazione tra le molecole odorigene e i recettori dell’epitelio olfattivo, che trasformano il segnale chimico in un impulso elettrico, successivamente elaborato dall’encefalo. Il sistema olfattivo è unico, in quanto non passa attraverso il talamo, un segno della sua arcaicità. Tra le sue molteplici proiezioni, coinvolge direttamente strutture cerebrali legate alla memoria e alle emozioni, come l’ippocampo e l’amigdala. I disturbi olfattivi possono essere quantitativi (iposmia, anosmia, iperosmia) o qualitativi (parosmia, fantosmia, cacosmia) determinati da molteplici cause, tra cui infezioni (come Covid-19), patologie neurologiche, traumi o l’invecchiamento (presbiosmia). La diagnosi dei disturbi olfattivi è cruciale. L’olfattometria è la disciplina fisiologica che avvalendosi di test soggettivi e oggettivi permette di fare diagnosi. Le tecnologie avanzate, come i potenziali evocati olfattivi e il naso elettronico, offrono oggi la possibilità di eseguire la valutazione precisa della funzione, utile anche per identificare precocemente segnali di malattie neurodegenerative. L’olfatto, quindi, non è solo un senso, ma una vera e propria finestra sulla salute generale, neurologica e psicologica dell’individuo.

La neurofisiologia olfattiva e la diagnostica avanzata

Andrea Mazzatenta
Primo
2025-01-01

Abstract

La pandemia da SARS-CoV-2 ha messo in evidenza l’importanza dell’olfatto e le difficoltà nella diagnosi dei suoi disturbi. Questo senso, spesso trascurato, è fondamentale per la nostra vita quotidiana: garantisce la sicurezza (per esempio, rilevando gas o fumo), gioca un ruolo cruciale nell’alimentazione (come il riconoscimento del cibo avariato), influenza il benessere psicologico (gli odori sono legati a emozioni e ricordi) e facilita le relazioni sociali. La funzione olfattiva si basa sull’interazione tra le molecole odorigene e i recettori dell’epitelio olfattivo, che trasformano il segnale chimico in un impulso elettrico, successivamente elaborato dall’encefalo. Il sistema olfattivo è unico, in quanto non passa attraverso il talamo, un segno della sua arcaicità. Tra le sue molteplici proiezioni, coinvolge direttamente strutture cerebrali legate alla memoria e alle emozioni, come l’ippocampo e l’amigdala. I disturbi olfattivi possono essere quantitativi (iposmia, anosmia, iperosmia) o qualitativi (parosmia, fantosmia, cacosmia) determinati da molteplici cause, tra cui infezioni (come Covid-19), patologie neurologiche, traumi o l’invecchiamento (presbiosmia). La diagnosi dei disturbi olfattivi è cruciale. L’olfattometria è la disciplina fisiologica che avvalendosi di test soggettivi e oggettivi permette di fare diagnosi. Le tecnologie avanzate, come i potenziali evocati olfattivi e il naso elettronico, offrono oggi la possibilità di eseguire la valutazione precisa della funzione, utile anche per identificare precocemente segnali di malattie neurodegenerative. L’olfatto, quindi, non è solo un senso, ma una vera e propria finestra sulla salute generale, neurologica e psicologica dell’individuo.
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