Il contributo si propone di fare luce sugli stretti rapporti intertestuali e tematici che legano uno scritto poco noto di Luigi Pirandello, "Insomma, la vita è finita" del 1935, a "Una giornata", testamentaria novella del 1936 carica di elementi autobiografici trasposti in chiave onirica. L’analisi, anche con rimandi ad altri testi di quegli anni, vi rileverà la testimonianza di un decisivo passaggio di poetica, utile a meglio focalizzare il controverso onirismo dell’ultima stagione pirandelliana.

«Ormai preferisco sognare». Su uno scritto dell’ultimo Pirandello

Domenico Tenerelli
2021-01-01

Abstract

Il contributo si propone di fare luce sugli stretti rapporti intertestuali e tematici che legano uno scritto poco noto di Luigi Pirandello, "Insomma, la vita è finita" del 1935, a "Una giornata", testamentaria novella del 1936 carica di elementi autobiografici trasposti in chiave onirica. L’analisi, anche con rimandi ad altri testi di quegli anni, vi rileverà la testimonianza di un decisivo passaggio di poetica, utile a meglio focalizzare il controverso onirismo dell’ultima stagione pirandelliana.
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11564/875273
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact