Nei "Colloquii coi personaggi" del 1915, successivamente esclusi dal corpus delle Novelle per un anno, un angosciato Pirandello dialoga con i personaggi partoriti dalla sua fantasia, tra cui l’ombra della defunta madre Caterina, per cercare di esorcizzare l’«ansia», le «smanie» e gli «abbattimenti» provocati dall’entrata in guerra dell’Italia e dalla partenza al fronte del figlio Stefano. In questo caso la scrittura, pregna di elementi autobiografici, si erge ad impareggiabile mezzo terapeutico per la risoluzione del conflitto interiore dell’autore, nonché come luogo di rielaborazione della sua proiezione totalizzante e traumatica, il primo conflitto mondiale.
Il conflitto interiore come specchio del conflitto mondiale. Sui "Colloquii coi personaggi" di Luigi Pirandello
Domenico Tenerelli
2024-01-01
Abstract
Nei "Colloquii coi personaggi" del 1915, successivamente esclusi dal corpus delle Novelle per un anno, un angosciato Pirandello dialoga con i personaggi partoriti dalla sua fantasia, tra cui l’ombra della defunta madre Caterina, per cercare di esorcizzare l’«ansia», le «smanie» e gli «abbattimenti» provocati dall’entrata in guerra dell’Italia e dalla partenza al fronte del figlio Stefano. In questo caso la scrittura, pregna di elementi autobiografici, si erge ad impareggiabile mezzo terapeutico per la risoluzione del conflitto interiore dell’autore, nonché come luogo di rielaborazione della sua proiezione totalizzante e traumatica, il primo conflitto mondiale.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


