Mentre la Spoon River Anthology di Edgar Lee Masters (1915) è oggi considerata un’opera minore della letteratura americana del Novecento, la traduzione promossa da Cesare Pavese è una delle opere di poesia più importanti del secondo dopoguerra italiano, tuttora ampiamente letta e celebrata. Il saggio ne indaga la genesi, collocandola all’interno della produzione letteraria di Pavese e soffermandosi su tre momenti: l’identificazione dell’Anthology come testo di rilevante valore letterario, e dunque degno di essere fatto conoscere agli scrittori italiani (1930-31); la manipolazione del testo proposta dalla prima edizione einaudiana (1943); la sua consacrazione all’interno di un ambizioso progetto traduttivo mirato a legittimare nel campo letterario la nuova pratica della traduzione ‘verso a verso’ (1947-50). Sulla scorta del caso molto particolare dell’Antologia di Spoon River si discute inoltre se e in che misura una traduzione possa essere considerata e studiata come un’opera autonoma, con la propria poetica, forma testuale, traiettoria nel campo e capitale simbolico.

L’Antologia di Spoon River di Cesare Pavese Genesi e posizionamento di un’opera (tradotta) nel campo letterario italiano (1930-1950)

Michele Sisto
2025-01-01

Abstract

Mentre la Spoon River Anthology di Edgar Lee Masters (1915) è oggi considerata un’opera minore della letteratura americana del Novecento, la traduzione promossa da Cesare Pavese è una delle opere di poesia più importanti del secondo dopoguerra italiano, tuttora ampiamente letta e celebrata. Il saggio ne indaga la genesi, collocandola all’interno della produzione letteraria di Pavese e soffermandosi su tre momenti: l’identificazione dell’Anthology come testo di rilevante valore letterario, e dunque degno di essere fatto conoscere agli scrittori italiani (1930-31); la manipolazione del testo proposta dalla prima edizione einaudiana (1943); la sua consacrazione all’interno di un ambizioso progetto traduttivo mirato a legittimare nel campo letterario la nuova pratica della traduzione ‘verso a verso’ (1947-50). Sulla scorta del caso molto particolare dell’Antologia di Spoon River si discute inoltre se e in che misura una traduzione possa essere considerata e studiata come un’opera autonoma, con la propria poetica, forma testuale, traiettoria nel campo e capitale simbolico.
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