Il contributo riconsidera la scena delle Ecclesiazuse di Aristofane nella quale, secondo le disposizioni del nuovo regime di Prassagora, un cittadino porta fuori di casa I suoi beni per consegnarli allo stato e metterli in comune (vv. 730-736). Dunque propone che gli oggetti evocati in scena a riprodurre comicamente una processione panatenaica non siano solo oggetti personificati, quanto piuttosto personaggi silenziosi che trasportano gli oggetti formando una processione rituale tutt'altro che affrettata, ma anzi piuttosto comicamente ieratica: una processione di donne della casa espulse da casa e consegnate alla città nella prima forte riduzione dell'utopia comica della ginecocrazia.
Setaccia, pignatta e brocca: per una rilettura dei vv. 730-736 delle Ecclesiazuse
Carmine Catenacci
;Marialuigia Di Marzio
;
2026-01-01
Abstract
Il contributo riconsidera la scena delle Ecclesiazuse di Aristofane nella quale, secondo le disposizioni del nuovo regime di Prassagora, un cittadino porta fuori di casa I suoi beni per consegnarli allo stato e metterli in comune (vv. 730-736). Dunque propone che gli oggetti evocati in scena a riprodurre comicamente una processione panatenaica non siano solo oggetti personificati, quanto piuttosto personaggi silenziosi che trasportano gli oggetti formando una processione rituale tutt'altro che affrettata, ma anzi piuttosto comicamente ieratica: una processione di donne della casa espulse da casa e consegnate alla città nella prima forte riduzione dell'utopia comica della ginecocrazia.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


