Attraverso un’indagine storico artistica combinata con la ricerca archivistica e l’analisi testuale delle fonti cronachistiche, si è tentato di ricostruire il contesto di provenienza di alcuni capitelli erratici e reimpiegati nella chiesa abbaziale di S. Bartolomeo a Carpineto della Nora (Abruzzo). Per queste stampelle è stata qui proposta una datazione risalente alla seconda metà del XII sec. in base alla loro connessione, in primis, con il portale della chiesa, già ricondotto con certezza dall’autrice all’abbaziato di Oliviero (1149-1180). Grazie a questa metodologia multidisciplinare è stato possibile, dunque, ipotizzare la loro provenienza da una struttura claustrale e la loro appartenenza a un milieu tipologico-figurativo di matrice benedettino normanna che, in risalita verso i confini settentrionali del Regno, si esprime entro i contorni, ancora in via di definizione, della bottega attiva a S. Bartolomeo. Questa radicandosi sul territorio si aggiorna, fra fine XII e inizi XIII sec., in senso protogotico come testimonia, in particolare, la lastra murata nella facciata cinquecentesca di S. Maria Assunta a Paganica.

Nuove ipotesi sui capitelli erratici e reimpiegati di S. Bartolomeo a Carpineto della Nora in Abruzzo

Claudia D'Alberto
2025-01-01

Abstract

Attraverso un’indagine storico artistica combinata con la ricerca archivistica e l’analisi testuale delle fonti cronachistiche, si è tentato di ricostruire il contesto di provenienza di alcuni capitelli erratici e reimpiegati nella chiesa abbaziale di S. Bartolomeo a Carpineto della Nora (Abruzzo). Per queste stampelle è stata qui proposta una datazione risalente alla seconda metà del XII sec. in base alla loro connessione, in primis, con il portale della chiesa, già ricondotto con certezza dall’autrice all’abbaziato di Oliviero (1149-1180). Grazie a questa metodologia multidisciplinare è stato possibile, dunque, ipotizzare la loro provenienza da una struttura claustrale e la loro appartenenza a un milieu tipologico-figurativo di matrice benedettino normanna che, in risalita verso i confini settentrionali del Regno, si esprime entro i contorni, ancora in via di definizione, della bottega attiva a S. Bartolomeo. Questa radicandosi sul territorio si aggiorna, fra fine XII e inizi XIII sec., in senso protogotico come testimonia, in particolare, la lastra murata nella facciata cinquecentesca di S. Maria Assunta a Paganica.
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