Il contributo intende indagare il modus operandi del barone Michele Lazzaroni nel contesto del mercato artistico internazionale di primo Novecento, fondato sull’uso strategico della fotografia come strumento di attribuzione, promozione e legittimazione commerciale delle opere. Centrale emerge il rapporto di Lazzaroni con alcuni dei maggiori storici dell’arte del tempo, tra cui Bernard Berenson e Adolfo Venturi, il cui avallo scientifico contribuì a consolidare la circolazione di dipinti e sculture, talvolta pesantemente restaurati o apertamente falsi. Particolare attenzione è dedicata alla ricostruzione delle vicende collezionistiche e mercantili di opere come la Madonna con Bambino di Benedetto Bonfigli e il presunto Ritratto di Laura Dianti con Alfonso d’Este attribuito a Tiziano, nonché a sculture rinascimentali e pseudo-rinascimentali inserite nel circuito collezionistico americano. Si evidenzia così come il gusto, le pratiche di restauro e il peso dell’expertise fotografica abbiano favorito l’immissione sul mercato di opere problematiche, contribuendo a ridefinire il confine tra autentico, restaurato e falso.

Antiquari tra ricerca e mercato nel primo Novecento: il caso Lazzaroni nella fototeca di Adolfo Venturi

LOREDANA LORIZZO
2026-01-01

Abstract

Il contributo intende indagare il modus operandi del barone Michele Lazzaroni nel contesto del mercato artistico internazionale di primo Novecento, fondato sull’uso strategico della fotografia come strumento di attribuzione, promozione e legittimazione commerciale delle opere. Centrale emerge il rapporto di Lazzaroni con alcuni dei maggiori storici dell’arte del tempo, tra cui Bernard Berenson e Adolfo Venturi, il cui avallo scientifico contribuì a consolidare la circolazione di dipinti e sculture, talvolta pesantemente restaurati o apertamente falsi. Particolare attenzione è dedicata alla ricostruzione delle vicende collezionistiche e mercantili di opere come la Madonna con Bambino di Benedetto Bonfigli e il presunto Ritratto di Laura Dianti con Alfonso d’Este attribuito a Tiziano, nonché a sculture rinascimentali e pseudo-rinascimentali inserite nel circuito collezionistico americano. Si evidenzia così come il gusto, le pratiche di restauro e il peso dell’expertise fotografica abbiano favorito l’immissione sul mercato di opere problematiche, contribuendo a ridefinire il confine tra autentico, restaurato e falso.
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