L’etnografia delle aree rurali e montane, dei piccoli luoghi dell’Italia interna diviene spazio di confronto per le attività di ricerca e di public engagement nei territori e a fianco delle diverse componenti sociali di quei piccoli contesti rurali, montani disseminati nelle aree definite più recentemente interne, fragili, remote e rurali. Le relazioni tra cornici di investimento e cambiamento dei territori sviluppatesi negli ultimi anni, in special modo a seguito anche della fase pandemica, con la presente fase di sviluppo di progetti strutturati del PNRR e di altre misure connesse alla transizione ecologica, energetica e digitale offre l’opportunità per ripensare alcune fondamentali categorie antropologiche - confini, patrimoni, identità, comunità, comprensione, restituzione, impatto. Analogamente vengono messe alla prova da questi contesti le metodologie etnografiche come l’osservazione partecipante, la survey, i focus group, la ricerca di lungo corso immersiva e partecipativa, l’analisi delle discorsività condivise, l’osservazione dei processi di patrimonializzazione, le dinamiche di potere e della governance dei processi di sviluppo, di rigenerazione. Le nozioni di continuità e trasformazione che hanno storicamente attraversato la critica antropologica ci costringono oggi più che mai a sviluppare una riflessione critica circa i nuovi percorsi di consapevolezza, il necessario distanziamento da certe situazioni pregresse e al tempo stesso la partecipazione e condivisione reale dei cambiamenti collettivi.

Ri-generazioni. Appennino in movimento, posizionarsi nelle trasformazioni

raffaele spadano
2024-01-01

Abstract

L’etnografia delle aree rurali e montane, dei piccoli luoghi dell’Italia interna diviene spazio di confronto per le attività di ricerca e di public engagement nei territori e a fianco delle diverse componenti sociali di quei piccoli contesti rurali, montani disseminati nelle aree definite più recentemente interne, fragili, remote e rurali. Le relazioni tra cornici di investimento e cambiamento dei territori sviluppatesi negli ultimi anni, in special modo a seguito anche della fase pandemica, con la presente fase di sviluppo di progetti strutturati del PNRR e di altre misure connesse alla transizione ecologica, energetica e digitale offre l’opportunità per ripensare alcune fondamentali categorie antropologiche - confini, patrimoni, identità, comunità, comprensione, restituzione, impatto. Analogamente vengono messe alla prova da questi contesti le metodologie etnografiche come l’osservazione partecipante, la survey, i focus group, la ricerca di lungo corso immersiva e partecipativa, l’analisi delle discorsività condivise, l’osservazione dei processi di patrimonializzazione, le dinamiche di potere e della governance dei processi di sviluppo, di rigenerazione. Le nozioni di continuità e trasformazione che hanno storicamente attraversato la critica antropologica ci costringono oggi più che mai a sviluppare una riflessione critica circa i nuovi percorsi di consapevolezza, il necessario distanziamento da certe situazioni pregresse e al tempo stesso la partecipazione e condivisione reale dei cambiamenti collettivi.
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