Il contributo analizza il Dictionnaire ideogrammatico di Yona Friedman, realizzato presso la Fondazione No Man's Land, come esito di una più ampia ricerca sulla comunicazione architettonica e sulla trasmissione del sapere spaziale. Inciso direttamente sui tronchi del noceto, il dizionario trasforma il paesaggio in un dispositivo cognitivo, in cui il segno abbandona la pagina per inscriversi nello spazio, configurando una biblioteca diffusa e accessibile. Attraverso l’analisi dei pittogrammi e dei dispositivi editoriali sviluppati da Friedman a partire dagli anni Sessanta, il saggio mette in luce il tentativo di superare le barriere linguistiche e il carattere esoterico del linguaggio architettonico, proponendo un sistema comunicativo elementare, intuitivo e universale. Disegni, manuali e narrazioni visive diventano strumenti per tradurre contenuti specialistici in forme accessibili alla società civile, ridefinendo il ruolo dell’architetto come mediatore e facilitatore. Il Dictionnaire si configura così come un atlante esperibile, in cui conoscenza e spazio coincidono, e in cui l’apprendimento avviene attraverso pratiche euristiche, basate su esperienza, interpretazione e improvvisazione. In questo senso, il lavoro di Friedman anticipa e problematizza il rapporto tra comunicazione, partecipazione e costruzione collettiva del sapere. This contribution analyses the ideogrammatic Dictionnaire by Yona Friedman, realised at the Fondazione No Man's Land, as the outcome of a broader investigation into architectural communication and the transmission of spatial knowledge. Engraved directly onto the trunks of a walnut grove, the dictionary transforms the landscape into a cognitive device, in which the sign abandons the page to inscribe itself in space, configuring a dispersed and accessible library. Through the analysis of pictograms and editorial devices developed by Friedman from the 1960s onwards, the essay highlights his attempt to overcome linguistic barriers and the esoteric nature of architectural language, proposing an elementary, intuitive, and universal communicative system. Drawings, manuals, and visual narratives become tools to translate specialised knowledge into forms accessible to civil society, redefining the role of the architect as mediator and facilitator. The Dictionnaire thus emerges as an experiential atlas in which knowledge and space coincide, and where learning takes place through heuristic practices based on experience, interpretation, and improvisation. In this sense, Friedman’s work anticipates and critically reframes the relationship between communication, participation, and the collective construction of knowledge.
An Ideogrammatic Dictionary by Yona Friedman
Gabriele, Alessandra
In corso di stampa
Abstract
Il contributo analizza il Dictionnaire ideogrammatico di Yona Friedman, realizzato presso la Fondazione No Man's Land, come esito di una più ampia ricerca sulla comunicazione architettonica e sulla trasmissione del sapere spaziale. Inciso direttamente sui tronchi del noceto, il dizionario trasforma il paesaggio in un dispositivo cognitivo, in cui il segno abbandona la pagina per inscriversi nello spazio, configurando una biblioteca diffusa e accessibile. Attraverso l’analisi dei pittogrammi e dei dispositivi editoriali sviluppati da Friedman a partire dagli anni Sessanta, il saggio mette in luce il tentativo di superare le barriere linguistiche e il carattere esoterico del linguaggio architettonico, proponendo un sistema comunicativo elementare, intuitivo e universale. Disegni, manuali e narrazioni visive diventano strumenti per tradurre contenuti specialistici in forme accessibili alla società civile, ridefinendo il ruolo dell’architetto come mediatore e facilitatore. Il Dictionnaire si configura così come un atlante esperibile, in cui conoscenza e spazio coincidono, e in cui l’apprendimento avviene attraverso pratiche euristiche, basate su esperienza, interpretazione e improvvisazione. In questo senso, il lavoro di Friedman anticipa e problematizza il rapporto tra comunicazione, partecipazione e costruzione collettiva del sapere. This contribution analyses the ideogrammatic Dictionnaire by Yona Friedman, realised at the Fondazione No Man's Land, as the outcome of a broader investigation into architectural communication and the transmission of spatial knowledge. Engraved directly onto the trunks of a walnut grove, the dictionary transforms the landscape into a cognitive device, in which the sign abandons the page to inscribe itself in space, configuring a dispersed and accessible library. Through the analysis of pictograms and editorial devices developed by Friedman from the 1960s onwards, the essay highlights his attempt to overcome linguistic barriers and the esoteric nature of architectural language, proposing an elementary, intuitive, and universal communicative system. Drawings, manuals, and visual narratives become tools to translate specialised knowledge into forms accessible to civil society, redefining the role of the architect as mediator and facilitator. The Dictionnaire thus emerges as an experiential atlas in which knowledge and space coincide, and where learning takes place through heuristic practices based on experience, interpretation, and improvisation. In this sense, Friedman’s work anticipates and critically reframes the relationship between communication, participation, and the collective construction of knowledge.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


