L’articolo analizza la mostra Io sono la spia di Gianni Pettena e Marco Pace, evidenziando il primato dell’idea e del processo rispetto alla costruzione. Attraverso pratiche radicali, performative e materiali, il lavoro di Pettena ridefinisce il rapporto tra architettura, corpo e natura. Il contributo mette in luce una concezione dell’architettura come esperienza effimera e critica.

Io sono la spia. Ovvero sul primato dell'idea

ALESSANDRA GABRIELE
2024-01-01

Abstract

L’articolo analizza la mostra Io sono la spia di Gianni Pettena e Marco Pace, evidenziando il primato dell’idea e del processo rispetto alla costruzione. Attraverso pratiche radicali, performative e materiali, il lavoro di Pettena ridefinisce il rapporto tra architettura, corpo e natura. Il contributo mette in luce una concezione dell’architettura come esperienza effimera e critica.
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