L’articolo prende in esame la collaborazione di Italo Calvino a Botteghe Oscure, rivista di cui Giorgio Bassani è caporedattore, e in particolare i due articoli che egli vi pubblica, La formica argentina (1952) e La speculazione edilizia (1957). L’obiettivo primario è verificare le possibili intersezioni tra l’ecologismo di Calvino e l’ambientalismo umanistico della principessa Marguerite Caetani, fondatrice della rivista e custode del Giardino di Ninfa, e dello stesso Bassani, che nel 1955 è tra i creatori dell’associazione Italia Nostra, della quale nel 1965 diventerà presidente. Le tracce editoriali, labili e costellate di omissioni, porteranno tuttavia a modellizzare due tipi antitetici di approccio al tema ambientale, che rispecchiano la querelle novecentesca sulle due culture: uno sguardo anti-antropocentrico e trasformativo, da parte di Calvino, che si interessa etnograficamente alle tecniche con cui il genere umano ha lasciato il segno sulla terra, di contro a una sensibilità che vede natura e cultura armonicamente fuse nella bellezza del paesaggio, orientata alla memoria della tradizione e alla tutela dei luoghi e dei monumenti (ville, giardini, città d’arte).
L'etnografo e l'umanista. Calvino, Bassani e l'ambiente
Davide Savio
2026-01-01
Abstract
L’articolo prende in esame la collaborazione di Italo Calvino a Botteghe Oscure, rivista di cui Giorgio Bassani è caporedattore, e in particolare i due articoli che egli vi pubblica, La formica argentina (1952) e La speculazione edilizia (1957). L’obiettivo primario è verificare le possibili intersezioni tra l’ecologismo di Calvino e l’ambientalismo umanistico della principessa Marguerite Caetani, fondatrice della rivista e custode del Giardino di Ninfa, e dello stesso Bassani, che nel 1955 è tra i creatori dell’associazione Italia Nostra, della quale nel 1965 diventerà presidente. Le tracce editoriali, labili e costellate di omissioni, porteranno tuttavia a modellizzare due tipi antitetici di approccio al tema ambientale, che rispecchiano la querelle novecentesca sulle due culture: uno sguardo anti-antropocentrico e trasformativo, da parte di Calvino, che si interessa etnograficamente alle tecniche con cui il genere umano ha lasciato il segno sulla terra, di contro a una sensibilità che vede natura e cultura armonicamente fuse nella bellezza del paesaggio, orientata alla memoria della tradizione e alla tutela dei luoghi e dei monumenti (ville, giardini, città d’arte).I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


