Le rappresentazioni piranesiane restituiscono l’immagine originaria del paesaggio lacustre del Fucino nelle sue connotazioni complessive e nei suoi aspetti tecnici tesi a dimostrare l’ingresso dell’Emissa- rio. I minuziosi rilevamenti elaborati per sua maestà Ferdinando IV Re delle due Sicilie testimoniano l’importanza dell’impresa che di lì a poco avrebbe visto una delle più grandi metamorfosi dell’habitat naturalistico e antropico, quello del prosciugamento e della successiva parcellizzazione del territorio. Il frazionamento dei suoli, voluto dai Torlonia, fu condotto secondo un rigido schema ortogonale basato su una maglia quadrata che delimitava una superficie di circa venticinque metri quadrati. L’identifica- zione di una griglia modulare, definita da una misura stabilita e ripetibile, consentiva una precisa suddi- visione e assegnazione delle aree delimitate dal sistema dei collettori e della mobilità. Nello specifico, il contributo propone una lettura critica del paesaggio attuale legata alla lottizzazione del suolo della piana del Fucino e condotta attraverso confronti iconografici per conoscerne le mutazioni e gli ele- menti qualitativi e quantitativi in esso contenuti. In particolare, l’indagine si fonda sulla conoscenza delle incisioni di Giovanni Battista e Francesco Piranesi del 1791 per comprendere la misura della trasfor- mazione paesaggistica riportata, successivamente, nella cartografia elaborata da Salvatore De Filippis del 1893. Le iconografie testimoniano come nell’arco di un secolo sia radicalmente cambiata l’identità visiva e fisica dei luoghi. La nuova conformazione del paesaggio da lacustre a latifondiario, derivante dal completo prosciugamento del lago, mostra nelle immagini attuali il risultato di un cambiamento bioclimatico e di una smisurata ed esasperata lottizzazione del suolo.
Misura, metamorfosi e dismisura del paesaggio lacustre nella conca del Fucino / Measurement, metamorphosis, and excess of the lake landscape in the Fucino basin
Stella Lolli
2024-01-01
Abstract
Le rappresentazioni piranesiane restituiscono l’immagine originaria del paesaggio lacustre del Fucino nelle sue connotazioni complessive e nei suoi aspetti tecnici tesi a dimostrare l’ingresso dell’Emissa- rio. I minuziosi rilevamenti elaborati per sua maestà Ferdinando IV Re delle due Sicilie testimoniano l’importanza dell’impresa che di lì a poco avrebbe visto una delle più grandi metamorfosi dell’habitat naturalistico e antropico, quello del prosciugamento e della successiva parcellizzazione del territorio. Il frazionamento dei suoli, voluto dai Torlonia, fu condotto secondo un rigido schema ortogonale basato su una maglia quadrata che delimitava una superficie di circa venticinque metri quadrati. L’identifica- zione di una griglia modulare, definita da una misura stabilita e ripetibile, consentiva una precisa suddi- visione e assegnazione delle aree delimitate dal sistema dei collettori e della mobilità. Nello specifico, il contributo propone una lettura critica del paesaggio attuale legata alla lottizzazione del suolo della piana del Fucino e condotta attraverso confronti iconografici per conoscerne le mutazioni e gli ele- menti qualitativi e quantitativi in esso contenuti. In particolare, l’indagine si fonda sulla conoscenza delle incisioni di Giovanni Battista e Francesco Piranesi del 1791 per comprendere la misura della trasfor- mazione paesaggistica riportata, successivamente, nella cartografia elaborata da Salvatore De Filippis del 1893. Le iconografie testimoniano come nell’arco di un secolo sia radicalmente cambiata l’identità visiva e fisica dei luoghi. La nuova conformazione del paesaggio da lacustre a latifondiario, derivante dal completo prosciugamento del lago, mostra nelle immagini attuali il risultato di un cambiamento bioclimatico e di una smisurata ed esasperata lottizzazione del suolo.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


