Il presente contributo documenta la fase operativa di co-progettazione partecipativa condotta nell'area Basso Sangro-Trigno, proseguendo il lavoro avviato (Lualdi et al., in attesa di pubblicazione) sulle Cooperative di Comunità abruzzesi come promotrici di mobilità sostenibile per il riequilibrio territoriale. Attraverso un processo collaborativo strutturato con gli stakeholder territoriali, la ricerca supera l'approccio puramente diagnostico che caratterizza molte esperienze partecipative (Giusti, 2001), ponendosi tre obiettivi: documentare metodologicamente una pratica replicabile; analizzare l'emergere di proposte bottom-up come risposta integrata ai bisogni di mobilità e accessibilità; valutare la capacità delle comunità di auto-organizzarsi secondo modelli di innovazione sociale territoriale per colmare il divario di accessibilità nelle aree interne (Barca et al., 2014). La metodologia adottata si basa su un approccio di ricerca-azione sviluppato in due fasi: mappatura degli stakeholder e organizzazione di workshop partecipativi. Il processo facilitato ha consentito l'identificazione dei bisogni comunitari e la co-progettazione di azioni operative, supportate dall'analisi di buone pratiche europee e tradotte in impegni concreti da parte degli stakeholder coinvolti. Il contributo originale dello studio consiste nella documentazione di un’esperienza di coinvolgimento attivo che si traduce nella definizione di interventi operativi formalizzati e contestualizzati. L'emersione spontanea di soluzioni integrate (come il comitato intercomunale e la Banca del Tempo) dimostra la capacità delle comunità di elaborare risposte sistemiche alle difficoltà legate all’accessibilità territoriale, passando da logiche top-down a modelli proattivi di auto-organizzazione (Magnaghi, 2020). Tale dinamica dimostra come, le cooperative di comunità si configurano come laboratori di democrazia partecipativa (Borzaga et al., 2016) capaci di attivare forme innovative di welfare comunitario replicabili in altri contesti nazionali.
Co-progettare la mobilità nelle aree interne: un percorso partecipativo dall'analisi dei bisogni alle soluzioni operative nel Basso Sangro-Trigno.
Matta Ilaria
Primo
;Valeria Lualdi
Secondo
;Luciana Mastrolonardo
Ultimo
2026-01-01
Abstract
Il presente contributo documenta la fase operativa di co-progettazione partecipativa condotta nell'area Basso Sangro-Trigno, proseguendo il lavoro avviato (Lualdi et al., in attesa di pubblicazione) sulle Cooperative di Comunità abruzzesi come promotrici di mobilità sostenibile per il riequilibrio territoriale. Attraverso un processo collaborativo strutturato con gli stakeholder territoriali, la ricerca supera l'approccio puramente diagnostico che caratterizza molte esperienze partecipative (Giusti, 2001), ponendosi tre obiettivi: documentare metodologicamente una pratica replicabile; analizzare l'emergere di proposte bottom-up come risposta integrata ai bisogni di mobilità e accessibilità; valutare la capacità delle comunità di auto-organizzarsi secondo modelli di innovazione sociale territoriale per colmare il divario di accessibilità nelle aree interne (Barca et al., 2014). La metodologia adottata si basa su un approccio di ricerca-azione sviluppato in due fasi: mappatura degli stakeholder e organizzazione di workshop partecipativi. Il processo facilitato ha consentito l'identificazione dei bisogni comunitari e la co-progettazione di azioni operative, supportate dall'analisi di buone pratiche europee e tradotte in impegni concreti da parte degli stakeholder coinvolti. Il contributo originale dello studio consiste nella documentazione di un’esperienza di coinvolgimento attivo che si traduce nella definizione di interventi operativi formalizzati e contestualizzati. L'emersione spontanea di soluzioni integrate (come il comitato intercomunale e la Banca del Tempo) dimostra la capacità delle comunità di elaborare risposte sistemiche alle difficoltà legate all’accessibilità territoriale, passando da logiche top-down a modelli proattivi di auto-organizzazione (Magnaghi, 2020). Tale dinamica dimostra come, le cooperative di comunità si configurano come laboratori di democrazia partecipativa (Borzaga et al., 2016) capaci di attivare forme innovative di welfare comunitario replicabili in altri contesti nazionali.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


