Il contributo, muovendo dalla Toponomastica, intesa come ambito di ricerca autonomo ma al contempo aperto a integrazioni interdisciplinari, si propone di offrire una lettura alternativa del paesaggio e delle sue trasformazioni diacroniche. L’analisi dei toponimi consente di ricostruire i processi di antropizzazione e le modalità di interazione tra uomo e ambiente, restituendo informazioni rilevanti sulla stratificazione storica del territorio. In tale prospettiva, il paesaggio può essere interpretato non solo nella sua dimensione materiale, ma anche attraverso il sistema dei nomi di luogo. L’attenzione è qui rivolta al cosiddetto paesaggio costruito, con particolare riferimento a un elemento marginale ma fortemente identitario dell’area della Maiella. Attraverso la raccolta e schedatura della forma “mandra” quale toponimo, il contributo conferma come il territorio maiellese sia stato profondamente segnato, nel corso dei secoli, dalle pratiche pastorali. L’indagine mostra come tali denominazioni riflettano un’organizzazione dello spazio funzionale alle attività agro-pastorali e testimonino il ruolo attivo delle comunità locali nel modellare l’ambiente, offrendo così una chiave interpretativa per la comprensione delle dinamiche storiche e culturali del paesaggio.

I nomi dell’architettura: una ricerca toponomastica sul costruito marginale della Maiella. La mandra

Daniela D'Alimonte
In corso di stampa

Abstract

Il contributo, muovendo dalla Toponomastica, intesa come ambito di ricerca autonomo ma al contempo aperto a integrazioni interdisciplinari, si propone di offrire una lettura alternativa del paesaggio e delle sue trasformazioni diacroniche. L’analisi dei toponimi consente di ricostruire i processi di antropizzazione e le modalità di interazione tra uomo e ambiente, restituendo informazioni rilevanti sulla stratificazione storica del territorio. In tale prospettiva, il paesaggio può essere interpretato non solo nella sua dimensione materiale, ma anche attraverso il sistema dei nomi di luogo. L’attenzione è qui rivolta al cosiddetto paesaggio costruito, con particolare riferimento a un elemento marginale ma fortemente identitario dell’area della Maiella. Attraverso la raccolta e schedatura della forma “mandra” quale toponimo, il contributo conferma come il territorio maiellese sia stato profondamente segnato, nel corso dei secoli, dalle pratiche pastorali. L’indagine mostra come tali denominazioni riflettano un’organizzazione dello spazio funzionale alle attività agro-pastorali e testimonino il ruolo attivo delle comunità locali nel modellare l’ambiente, offrendo così una chiave interpretativa per la comprensione delle dinamiche storiche e culturali del paesaggio.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11564/899373
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