Introdotto dalla Legge 2/2018, il Biciplan è volto alla definizione di obiettivi, strategie e azioni necessari a promuovere, intensificare l’uso della bicicletta e a migliorare la sicurezza di ciclisti e pedoni. La stesura del piano deve tener conto delle Linee Guida per la redazione e l’attuazione del Biciplan del 2019 che ampliano la portata degli obiettivi alla necessità di tutelare il patrimonio naturale e ambientale, ridurre gli effetti negativi della mobilità relativi a salute e a consumo di suolo, valorizzare territorio e beni culturali, accrescere e sviluppare l'attività turistica. Già perseguire questi obiettivi significherebbe fare un primo passo verso il superamento della logica di settore: le politiche della mobilità lenta devono essere parte integrante del piano urbanistico. Dalla comparazione dei Biciplan delle città soggette a eventi atmosferici estremi secondo l'Osservatorio Città-clima di Legambiente e i dati dell'ISPRA - Padova, Trieste, Genova, Pasiano di Pordenone, Pescara - emerge, invece, che le reti ciclabili pianificate forniscono ridotte performance ambientali, prevalentemente legate alla diminuzione del traffico automobilistico. Senza fornire nessun supporto ai danni rinvenienti dagli allagamenti urbani. In particolare, a Pescara, il Biciplan appena adottato non si fa carico alcuno del fatto che i problemi più frequenti sono legati alle piogge intense che paralizzano la città. L’ipotesi di lavoro è quella di ribaltare la prospettiva, in modo tale che anche le reti ciclabili diventino potenziali matrici di un nuovo progetto di suolo che contribuisca alla raccolta e gestione delle acque meteoriche, in alternativa al sistema fognario.

Biciplan: da piano di settore a progetto di suolo. Il caso studio di Pescara

Nanni, Angelica
Primo
;
Clemente, Antonio Alberto
Secondo
2024-01-01

Abstract

Introdotto dalla Legge 2/2018, il Biciplan è volto alla definizione di obiettivi, strategie e azioni necessari a promuovere, intensificare l’uso della bicicletta e a migliorare la sicurezza di ciclisti e pedoni. La stesura del piano deve tener conto delle Linee Guida per la redazione e l’attuazione del Biciplan del 2019 che ampliano la portata degli obiettivi alla necessità di tutelare il patrimonio naturale e ambientale, ridurre gli effetti negativi della mobilità relativi a salute e a consumo di suolo, valorizzare territorio e beni culturali, accrescere e sviluppare l'attività turistica. Già perseguire questi obiettivi significherebbe fare un primo passo verso il superamento della logica di settore: le politiche della mobilità lenta devono essere parte integrante del piano urbanistico. Dalla comparazione dei Biciplan delle città soggette a eventi atmosferici estremi secondo l'Osservatorio Città-clima di Legambiente e i dati dell'ISPRA - Padova, Trieste, Genova, Pasiano di Pordenone, Pescara - emerge, invece, che le reti ciclabili pianificate forniscono ridotte performance ambientali, prevalentemente legate alla diminuzione del traffico automobilistico. Senza fornire nessun supporto ai danni rinvenienti dagli allagamenti urbani. In particolare, a Pescara, il Biciplan appena adottato non si fa carico alcuno del fatto che i problemi più frequenti sono legati alle piogge intense che paralizzano la città. L’ipotesi di lavoro è quella di ribaltare la prospettiva, in modo tale che anche le reti ciclabili diventino potenziali matrici di un nuovo progetto di suolo che contribuisca alla raccolta e gestione delle acque meteoriche, in alternativa al sistema fognario.
2024
9788899237752
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