Le teorie realistiche scandinave, disgregando antiche verità come quella per cui il diritto positivo serva alla protezione dei diritti individuali, e quella per cui i diritti e i doveri non preesistano in alcuna forma o modo alla positività del diritto, sono state di frequente nel mirino di dure critiche e perplessità. Il non cognitivismo etico, l’affermazione di Hägerström, sviluppata poi da Lundstedt, Olivecrona e Ross, per cui i valori non sono da dire né veri né falsi, conduce inevitabilmente nei vicoli bui del nihilismo pratico? Il disfacimento di vecchie verità del pensiero filosofico, giuridico e morale, non significa di per sé il professare indifferenza nei confronti dei valori e piegarsi ai puri istinti degli individui? A riprova di un impegno, da uomo e da studioso, volto alla promozione dei valori di democrazia e libertà, Alf Ross, aveva, alle soglie degli anni Cinquanta del secolo scorso, tra rischi di dittature e comunismo, scritto Hvorfor Demokrati? Perché democrazia? Quali i significati di libertà ed eguaglianza? Quali i rapporti di essi con democrazia? L’analisi di Ross sottopone a verifica analitica concettualità così correnti, e salverà – attraverso un percorso di demistificazioni ed ipotesi – il nodo fondamentale di libertà, valori condivisi e (social) democrazia. I valori condivisi germinano la democrazia ed agiscono in tutti i momenti del suo procedere. Il realismo di Ross non vale come mera presa d’atto quanto a democrazia, piuttosto tiene ben fermo, e pregevolmente, il suo programma di libertà.

Su democrazia libertà eguaglianza. À propos del Ross di Hvorfor Demokrati?

SERPE, Alessandro
2013-01-01

Abstract

Le teorie realistiche scandinave, disgregando antiche verità come quella per cui il diritto positivo serva alla protezione dei diritti individuali, e quella per cui i diritti e i doveri non preesistano in alcuna forma o modo alla positività del diritto, sono state di frequente nel mirino di dure critiche e perplessità. Il non cognitivismo etico, l’affermazione di Hägerström, sviluppata poi da Lundstedt, Olivecrona e Ross, per cui i valori non sono da dire né veri né falsi, conduce inevitabilmente nei vicoli bui del nihilismo pratico? Il disfacimento di vecchie verità del pensiero filosofico, giuridico e morale, non significa di per sé il professare indifferenza nei confronti dei valori e piegarsi ai puri istinti degli individui? A riprova di un impegno, da uomo e da studioso, volto alla promozione dei valori di democrazia e libertà, Alf Ross, aveva, alle soglie degli anni Cinquanta del secolo scorso, tra rischi di dittature e comunismo, scritto Hvorfor Demokrati? Perché democrazia? Quali i significati di libertà ed eguaglianza? Quali i rapporti di essi con democrazia? L’analisi di Ross sottopone a verifica analitica concettualità così correnti, e salverà – attraverso un percorso di demistificazioni ed ipotesi – il nodo fondamentale di libertà, valori condivisi e (social) democrazia. I valori condivisi germinano la democrazia ed agiscono in tutti i momenti del suo procedere. Il realismo di Ross non vale come mera presa d’atto quanto a democrazia, piuttosto tiene ben fermo, e pregevolmente, il suo programma di libertà.
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