Nella programmazione terapeutica del paziente con disturbi ostruttivi del sonno (DRS) risulta decisiva la valutazione anatomica e funzionale delle vie aero-digestive superiori (VADS), al fine di meglio identificare la sede esatta del collasso e quantificarne il grado e definirne il pattern morfologico. Attualmente la diagnosi dei DRS e la valutazione delle VADS passa necessariamente attraverso il monitoraggio cardiorespiratorio notturno (MCRN). Nei casi candidati a chirurgia delle VADS di dubbia interpretazione si procede ad esame endoscopico in veglia e in sedazione attraverso la ‗‘Drug Induction Sedaction Endoscopy‘‘ (DISE). Scopo di questo studio è quello di confrontare e valutare i paramentri morfologici di collassabilità delle VADS in veglia versus sedazione, nei pazienti OSAS. Diciotto pazienti candidati alla terapia chirurgica sono stati analizzati retrospettivamente dopo valutazione specialistica ORL completa di MCRN nel periodo settembre 2015-16 presso il Centro Disturbi Respiratori del Sonno dell‘Università degli Studi G.D‘Annunzio di CHIETI. I rilievi morfologici evidenziati, in sedazione farmaco-indotta in fase preoperatoria, sono stati standardizzati e confrontati per grading e pattern di ostruzione secondo le classificazione ‗‘NOHL‘‘. In 8 casi su 18 (44%) è stato individuato una totale corrispondenza dei rilievi endoscopici in veglia e in sedazione; nei restanti 10 casi (56%) questi sono risultati divergenti per grado e/o pattern. I siti maggiormente implicati nella genesi del‘episodio apnoico sono risultati essere l‘orofaringe e l‘ipofaringe. Inaspettato e rilevante è stato il ruolo del livello laringeo, e in particolare dell‘epiglottide, coinvolta in 6 casi su 18 (33%). La DISE ha portato una rivoluzione nell‘ambito della diagnosi e del trattamento dei DRS in quanto permette l‘identificazione diretta delle problematiche ostruttive dell‘ipofaringe. Nel nostro lavoro in un terzo dei pazienti è emersa una problematica inaspettata a carico della ipofaringe che ha modificato il tipo di percorso terapeutico. Quindi in conclusione l‘esecuzione della DISE nei pazienti candidati alla chirurgia permette l‘identificazione delle alterazioni ipofaringee non apprezzabili altrimenti e quindi un approccio terapeutico mirato con conseguente maggior successo terapeutico, una riduzione del timing clinico-chirurgico e dei costi sanitari.

VALUTAZIONE ENDOSCOPICA IN VEGLIA E IN SEDAZIONE DELLE VADS NEL PAZIENTE CON PATOLOGIE OSTRUTTIVE DEL SONNO. ESPERIENZA DEL CENTRO DI SCREENING DEI DISTURBI RESPIRATORI DEL SONNO DELL‟UNIVERSITA‟ DI CHIETI

Giulio Filograna Pignatelli;Alessandro Pacella;Antonio Buonamico;Giampiero Neri
2018

Abstract

Nella programmazione terapeutica del paziente con disturbi ostruttivi del sonno (DRS) risulta decisiva la valutazione anatomica e funzionale delle vie aero-digestive superiori (VADS), al fine di meglio identificare la sede esatta del collasso e quantificarne il grado e definirne il pattern morfologico. Attualmente la diagnosi dei DRS e la valutazione delle VADS passa necessariamente attraverso il monitoraggio cardiorespiratorio notturno (MCRN). Nei casi candidati a chirurgia delle VADS di dubbia interpretazione si procede ad esame endoscopico in veglia e in sedazione attraverso la ‗‘Drug Induction Sedaction Endoscopy‘‘ (DISE). Scopo di questo studio è quello di confrontare e valutare i paramentri morfologici di collassabilità delle VADS in veglia versus sedazione, nei pazienti OSAS. Diciotto pazienti candidati alla terapia chirurgica sono stati analizzati retrospettivamente dopo valutazione specialistica ORL completa di MCRN nel periodo settembre 2015-16 presso il Centro Disturbi Respiratori del Sonno dell‘Università degli Studi G.D‘Annunzio di CHIETI. I rilievi morfologici evidenziati, in sedazione farmaco-indotta in fase preoperatoria, sono stati standardizzati e confrontati per grading e pattern di ostruzione secondo le classificazione ‗‘NOHL‘‘. In 8 casi su 18 (44%) è stato individuato una totale corrispondenza dei rilievi endoscopici in veglia e in sedazione; nei restanti 10 casi (56%) questi sono risultati divergenti per grado e/o pattern. I siti maggiormente implicati nella genesi del‘episodio apnoico sono risultati essere l‘orofaringe e l‘ipofaringe. Inaspettato e rilevante è stato il ruolo del livello laringeo, e in particolare dell‘epiglottide, coinvolta in 6 casi su 18 (33%). La DISE ha portato una rivoluzione nell‘ambito della diagnosi e del trattamento dei DRS in quanto permette l‘identificazione diretta delle problematiche ostruttive dell‘ipofaringe. Nel nostro lavoro in un terzo dei pazienti è emersa una problematica inaspettata a carico della ipofaringe che ha modificato il tipo di percorso terapeutico. Quindi in conclusione l‘esecuzione della DISE nei pazienti candidati alla chirurgia permette l‘identificazione delle alterazioni ipofaringee non apprezzabili altrimenti e quindi un approccio terapeutico mirato con conseguente maggior successo terapeutico, una riduzione del timing clinico-chirurgico e dei costi sanitari.
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