Il ricorso alle nuove tecnologie e l’accesso alle reti informatiche condizionano in modo sempre più evidente le capacità di percezione della realtà, avendo trasfor- mato le strutture portanti della civiltà occidentale (Bauman, 2001), avendo supe- rato la semplice dimensione strumentale e avendo dato vita a un ampio fenomeno culturale, in grado di rappresentare il percorso principale di conoscenza e di ri- modellare persino le dimensioni relazionali. Tale consapevolezza, enfatizzata dalla recente crisi pandemica, richiede uno specifico atteggiamento intellettuale e in generale un diverso approccio a una realtà in cui i prodotti e i processi culturali appaiono ormai prevalentemente immateriali. Come ricorda F. Macrì (2016), questo nuovo universo relazionale, infatti, sta ri- modellando l’orizzonte in cui la conoscenza si sviluppa, tendendo verso i concetti di cultura convergente (Jenkins, 2006) e di intelligenza collettiva (Levy, 1999), secondo cui “nessuno conosce tutto, tutti conoscono qualcosa, tutta la conoscenza risiede nell’umanità”. In questo nuovo contesto appare evidente come le tradizionali strategie for- mative possano risultare inadeguate e come le principali agenzie educative, in par- ticolare i futuri insegnanti, debbano assumere soprattutto il ruolo di mediatori tra l’enorme quantità di informazioni che corrono nelle reti informatiche e il processo di apprendimento dei singoli studenti che, abituati alla tecnologia fin dall’età più tenera (Ferri, 2008), si appoggiano a simboli e modelli di narrazione sempre di- versi, apprendendo in maniera completamente differente rispetto al passato.

La formazione iniziale oggi tra incertezze e postumanesimo

Claudio Crivellari
2022

Abstract

Il ricorso alle nuove tecnologie e l’accesso alle reti informatiche condizionano in modo sempre più evidente le capacità di percezione della realtà, avendo trasfor- mato le strutture portanti della civiltà occidentale (Bauman, 2001), avendo supe- rato la semplice dimensione strumentale e avendo dato vita a un ampio fenomeno culturale, in grado di rappresentare il percorso principale di conoscenza e di ri- modellare persino le dimensioni relazionali. Tale consapevolezza, enfatizzata dalla recente crisi pandemica, richiede uno specifico atteggiamento intellettuale e in generale un diverso approccio a una realtà in cui i prodotti e i processi culturali appaiono ormai prevalentemente immateriali. Come ricorda F. Macrì (2016), questo nuovo universo relazionale, infatti, sta ri- modellando l’orizzonte in cui la conoscenza si sviluppa, tendendo verso i concetti di cultura convergente (Jenkins, 2006) e di intelligenza collettiva (Levy, 1999), secondo cui “nessuno conosce tutto, tutti conoscono qualcosa, tutta la conoscenza risiede nell’umanità”. In questo nuovo contesto appare evidente come le tradizionali strategie for- mative possano risultare inadeguate e come le principali agenzie educative, in par- ticolare i futuri insegnanti, debbano assumere soprattutto il ruolo di mediatori tra l’enorme quantità di informazioni che corrono nelle reti informatiche e il processo di apprendimento dei singoli studenti che, abituati alla tecnologia fin dall’età più tenera (Ferri, 2008), si appoggiano a simboli e modelli di narrazione sempre di- versi, apprendendo in maniera completamente differente rispetto al passato.
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