Introduzione L’aumentata diffusione delle patologie croniche, unitamente alle maggiori richieste di salute e all’eccessivo ricorso alle strutture ospedaliere, hanno determinato un forte aumento della spesa sanitaria e una maggiore criticità nell’allocazione efficiente delle risorse. L’incremento di queste patologie rende la cronicità un’emergenza di grande impatto strategico e impone una riconsiderazione dei modelli gestionali con l’individuazione di nuovi obiettivi, volti al superamento della logica “ospedalocentrica” in favore della promozione della medicina territoriale. L’Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Civile di Pescara si occupa della diagnosi e cura delle neoplasie dell’apparato genitale femminile e la sua attività è funzionalmente collegata con quella della Ginecologia Oncologica territoriale, affidando la gestione della paziente oncologica post-chirurgica, attraverso l’istituzione di un ambulatorio di follow-up oncologico. Le procedure assistenziali sono offerte alle pazienti con diagnosi di neoplasia dell’ovaio, collo e corpo uterino, della mammella, vagina e vulva. Materiali e Metodi É stato condotto uno studio osservazionale retrospettivo degli accessi alla Ginecologia Oncologica del Distretto sanitario di Pescara Nord nell’Anno 2024, stratificando il campione per tipologia di prestazione, diagnosi e classi di priorità. È stata, inoltre, valutata l’attesa intercorsa tra la richiesta e l’erogazione delle prestazioni. Risultati Nel periodo di osservazione sono state prese in carico 150 pazienti (età media 62,6 anni), per un totale di 346 prestazioni erogate, di cui 343 (99,1%) in priorità Programmabile, 136 ecografie ginecologiche (39,3%), 121 visite oncologiche di controllo (35%), 43 esami citologici (12,4%) e 43 Pap test (12,4%). Il tempo di attesa mediana era di 102 giorni (IQR 54-159). Conclusioni La delocalizzazione di alcune attività (dal follow-up ad alcuni trattamenti a basso carico assistenziale) realizzate per proteggere il paziente fragile e garantire la “riserva ospedaliera”, costituiscono un riferimento per un nuovo modello organizzativo per l’oncologia. La rinnovata attenzione alla medicina territoriale e le nuove opportunità di “luoghi di cura” definiti dal PNRR, sono oggi i riferimenti su cui iniziare a disegnare una nuova organizzazione per l’oncologia che faccia dell’integrazione ospedale/territorio il modello di riferimento con forti garanzie di qualità, appropriatezza e sostenibilità. In quest’ottica la clinical governance territoriale favorisce una più completa presa in carico del paziente promuovendo e tutelando al più alto livello possibile il suo stato di salute attraverso un sistema efficiente e integrato di continuità ed estensività delle cure, volto al conseguimento di elevati standard di performance assistenziale.

Ginecologia oncologica territoriale: integrazione ospedale-territorio quale implementazione della clinical governance. Modello organizzativo della ASL Pescara 203

GIUSEPPE DI MARTINO;TOMMASO STANISCIA;
2025-01-01

Abstract

Introduzione L’aumentata diffusione delle patologie croniche, unitamente alle maggiori richieste di salute e all’eccessivo ricorso alle strutture ospedaliere, hanno determinato un forte aumento della spesa sanitaria e una maggiore criticità nell’allocazione efficiente delle risorse. L’incremento di queste patologie rende la cronicità un’emergenza di grande impatto strategico e impone una riconsiderazione dei modelli gestionali con l’individuazione di nuovi obiettivi, volti al superamento della logica “ospedalocentrica” in favore della promozione della medicina territoriale. L’Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Civile di Pescara si occupa della diagnosi e cura delle neoplasie dell’apparato genitale femminile e la sua attività è funzionalmente collegata con quella della Ginecologia Oncologica territoriale, affidando la gestione della paziente oncologica post-chirurgica, attraverso l’istituzione di un ambulatorio di follow-up oncologico. Le procedure assistenziali sono offerte alle pazienti con diagnosi di neoplasia dell’ovaio, collo e corpo uterino, della mammella, vagina e vulva. Materiali e Metodi É stato condotto uno studio osservazionale retrospettivo degli accessi alla Ginecologia Oncologica del Distretto sanitario di Pescara Nord nell’Anno 2024, stratificando il campione per tipologia di prestazione, diagnosi e classi di priorità. È stata, inoltre, valutata l’attesa intercorsa tra la richiesta e l’erogazione delle prestazioni. Risultati Nel periodo di osservazione sono state prese in carico 150 pazienti (età media 62,6 anni), per un totale di 346 prestazioni erogate, di cui 343 (99,1%) in priorità Programmabile, 136 ecografie ginecologiche (39,3%), 121 visite oncologiche di controllo (35%), 43 esami citologici (12,4%) e 43 Pap test (12,4%). Il tempo di attesa mediana era di 102 giorni (IQR 54-159). Conclusioni La delocalizzazione di alcune attività (dal follow-up ad alcuni trattamenti a basso carico assistenziale) realizzate per proteggere il paziente fragile e garantire la “riserva ospedaliera”, costituiscono un riferimento per un nuovo modello organizzativo per l’oncologia. La rinnovata attenzione alla medicina territoriale e le nuove opportunità di “luoghi di cura” definiti dal PNRR, sono oggi i riferimenti su cui iniziare a disegnare una nuova organizzazione per l’oncologia che faccia dell’integrazione ospedale/territorio il modello di riferimento con forti garanzie di qualità, appropriatezza e sostenibilità. In quest’ottica la clinical governance territoriale favorisce una più completa presa in carico del paziente promuovendo e tutelando al più alto livello possibile il suo stato di salute attraverso un sistema efficiente e integrato di continuità ed estensività delle cure, volto al conseguimento di elevati standard di performance assistenziale.
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