Lo scompenso cardiaco è una malattia cronica ad alta prevalenza, considerata tra i principali problemi di salute pubblica, non solo in relazione alla sua morbilità e mortalità, ma anche per il suo notevole impatto sui Servizi Sanitari. Una corretta gestione a livello territoriale dei pazienti con scompenso cardiaco permette di ridurre la progressione della patologia ed evitare il ricorso all’ospedalizzazione. Pertanto, le ospedalizzazioni per scompenso cardiaco rappresentano un indicatore, che permette indirettamente di valutare l’appropriatezza e l’efficacia del processo di cura a livello territoriale. Un monitoraggio del burden della patologia è essenziale per evidenziare potenziali criticità assistenziali e quindi mirare a un miglioramento del percorso di cura. Lo scopo di questo studio è stato quello di valutare le ospedalizzazioni per scompenso cardiaco nella regione Abruzzo. Materiali e Metodi L’analisi è stata condotta utilizzando il flusso SDO della regione Abruzzo. Sono stati selezionati solo i ricoveri con un codice ICD-9-CM di scompenso cardiaco in diagnosi principale, registrati nel periodo 2018-2023. Sono stati quindi calcolati i tassi di ospedalizzazione standardizzati per genere ed età per ciascun anno ed è stato valutato il trend temporale tramite un modello di regressione Joinpoint. Risultati In Abruzzo, nel periodo in studio, sono state registrate 27.247 ospedalizzazioni per scompenso cardiaco (pari al 2,77% dei ricoveri totali nel periodo di osservazione). Dal 2018 al 2023 il numero di ricoveri per scompenso cardiaco si è ridotto del 32,9%. Valutando questo trend con l’analisi Joinpoint, è stata osservata una riduzione statisticamente significativa nell’intero periodo, con una riduzione percentuale media annua del 9,1% (95% CI -15,3; -2,5). Il 72,61% dei ricoveri è stato riscontrato in pazienti con più di 74 anni, il 20,76% in pazienti tra i 50 e i 74 anni, mentre solo il 6,63% in soggetti con meno di 50 anni. Analizzando il trend per fasce d’età, la maggiore riduzione nel numero di ricoveri è stata osservata tra i soggetti over 74, dove si è registrato un calo nei ricoveri del 38,68%. Il trend è rimasto stabile per le altre fasce d’età. Conclusioni Lo scompenso cardiaco è ancora oggi una patologia di complessa gestione, causa di ricoveri inappropriati e spesso evitabili. Nell’intero periodo in studio, dal 2018 al 2023, il tasso di ospedalizzazione per scompenso cardiaco si è notevolmente ridotto nella regione Abruzzo. Il calo nei ricoveri dimostra indirettamente un miglioramento della presa in carico del paziente scompensato e della gestione territoriale di questa condizione.

Analisi dell’indicatore “ospedalizzazione per scompenso cardiaco” come proxy dell’assistenza territoriale nella regione Abruzzo

PIERA SCAMPOLI;FRANCESCA MEO;GIUSEPPE DI MARTINO;FEDERICA VACCARO;PAMELA DI GIOVANNI;TOMMASO STANISCIA
2025-01-01

Abstract

Lo scompenso cardiaco è una malattia cronica ad alta prevalenza, considerata tra i principali problemi di salute pubblica, non solo in relazione alla sua morbilità e mortalità, ma anche per il suo notevole impatto sui Servizi Sanitari. Una corretta gestione a livello territoriale dei pazienti con scompenso cardiaco permette di ridurre la progressione della patologia ed evitare il ricorso all’ospedalizzazione. Pertanto, le ospedalizzazioni per scompenso cardiaco rappresentano un indicatore, che permette indirettamente di valutare l’appropriatezza e l’efficacia del processo di cura a livello territoriale. Un monitoraggio del burden della patologia è essenziale per evidenziare potenziali criticità assistenziali e quindi mirare a un miglioramento del percorso di cura. Lo scopo di questo studio è stato quello di valutare le ospedalizzazioni per scompenso cardiaco nella regione Abruzzo. Materiali e Metodi L’analisi è stata condotta utilizzando il flusso SDO della regione Abruzzo. Sono stati selezionati solo i ricoveri con un codice ICD-9-CM di scompenso cardiaco in diagnosi principale, registrati nel periodo 2018-2023. Sono stati quindi calcolati i tassi di ospedalizzazione standardizzati per genere ed età per ciascun anno ed è stato valutato il trend temporale tramite un modello di regressione Joinpoint. Risultati In Abruzzo, nel periodo in studio, sono state registrate 27.247 ospedalizzazioni per scompenso cardiaco (pari al 2,77% dei ricoveri totali nel periodo di osservazione). Dal 2018 al 2023 il numero di ricoveri per scompenso cardiaco si è ridotto del 32,9%. Valutando questo trend con l’analisi Joinpoint, è stata osservata una riduzione statisticamente significativa nell’intero periodo, con una riduzione percentuale media annua del 9,1% (95% CI -15,3; -2,5). Il 72,61% dei ricoveri è stato riscontrato in pazienti con più di 74 anni, il 20,76% in pazienti tra i 50 e i 74 anni, mentre solo il 6,63% in soggetti con meno di 50 anni. Analizzando il trend per fasce d’età, la maggiore riduzione nel numero di ricoveri è stata osservata tra i soggetti over 74, dove si è registrato un calo nei ricoveri del 38,68%. Il trend è rimasto stabile per le altre fasce d’età. Conclusioni Lo scompenso cardiaco è ancora oggi una patologia di complessa gestione, causa di ricoveri inappropriati e spesso evitabili. Nell’intero periodo in studio, dal 2018 al 2023, il tasso di ospedalizzazione per scompenso cardiaco si è notevolmente ridotto nella regione Abruzzo. Il calo nei ricoveri dimostra indirettamente un miglioramento della presa in carico del paziente scompensato e della gestione territoriale di questa condizione.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11564/880677
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