Il presente articolo propone una lettura sociologica critica della neurocriminologia, con particolare attenzione ai processi attraverso i quali il crimine viene progressivamente inquadrato in termini biologici. A partire dai contributi più significativi del settore — tra cui The Anatomy of Violence di Adrian Raine — l'analisi esamina le implicazioni epistemologiche, politiche ed etiche della biologizzazione del crimine, evidenziando come tale prospettiva ridisegni i meccanismi contemporanei di controllo e le razionalità punitive. Attingendo alle teorie critiche del potere, della sicurezza e del controllo sociale, l'articolo sostiene che la neurocriminologia non costituisce una svolta scientifica neutrale, bensì una nuova modalità di governo della devianza fondata sulla predizione, sulla medicalizzazione e sulla naturalizzazione della disuguaglianza. In conclusione, si ribadisce la necessità di una prospettiva sociologica capace di restituire alla comprensione del crimine le sue dimensioni politiche, morali e relazionali.

NEUROCRIMINOLOGIA E CONTROLLO SOCIALE Una lettura sociologica della biologizzazione del crimine

Andrea Antonilli
2026-01-01

Abstract

Il presente articolo propone una lettura sociologica critica della neurocriminologia, con particolare attenzione ai processi attraverso i quali il crimine viene progressivamente inquadrato in termini biologici. A partire dai contributi più significativi del settore — tra cui The Anatomy of Violence di Adrian Raine — l'analisi esamina le implicazioni epistemologiche, politiche ed etiche della biologizzazione del crimine, evidenziando come tale prospettiva ridisegni i meccanismi contemporanei di controllo e le razionalità punitive. Attingendo alle teorie critiche del potere, della sicurezza e del controllo sociale, l'articolo sostiene che la neurocriminologia non costituisce una svolta scientifica neutrale, bensì una nuova modalità di governo della devianza fondata sulla predizione, sulla medicalizzazione e sulla naturalizzazione della disuguaglianza. In conclusione, si ribadisce la necessità di una prospettiva sociologica capace di restituire alla comprensione del crimine le sue dimensioni politiche, morali e relazionali.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11564/889253
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