Introduzione L’insufficienza surrenalica rappresenta una possibile, seppur rara, complicanza dell’immunoterapia con inibitori del checkpoint immunitario, come il nivolumab che agisce bloccando il recettore PD- 1, potenziando la risposta immunitaria contro le cellule tumorali, ma può anche scatenare reazioni autoimmuni che compromettono diversi organi, tra cui le ghiandole surrenali. Descrizione caso Il caso riguarda una donna con diagnosi di melanoma metastatico, già nota per essere ipotiroidea e in terapia con levotiroxina. La paziente ha iniziato un ciclo di immunoterapia con nivolumab, dopo circa due settimane ha sviluppato una polmonite interstiziale, diagnosticata tramite TAC toracica senza MDC. La condizione è stata trattata con cortisonici, con miglioramento clinico e radiologico progressivo. Tuttavia, durante la terapia, si è manifestata una condizione di insufficienza surrenalica, confermata da test ormonali e test di stimolazione con tetracosactide. Timeline e Gestione clinica Il 17 ottobre 2024, è stata eseguita una TAC toracica che ha evidenziato la presenza di polmonite interstiziale. In seguito, il 21 ottobre, sono stati eseguiti esami ematochimici che hanno mostrato valori di WBC nella norma e un leggero aumento dei neutrofili. La PCR risultava normale, escludendo un’infezione acuta. La stessa settimana è stata avviata terapia cortisonica con Deltacortene 25 mg, con successivo miglioramento documentato con TAC di controllo il 19 e il 17 dicembre, che evidenziavano una riduzione significativa delle aree flogistiche. Parallelamente il 21 ottobre sono stati dosati ACTH e cortisolo. Il 3 gennaio 2025, un test di stimolazione con tetracosactide ha confermato la diagnosi di insufficienza surrenalica, di conseguenza, è stata avviata terapia sostitutiva con cortone acetato, 25 mg al giorno, suddiviso in più assunzioni durante la giornata. Follow-up e Risultati Dopo la terapia sostitutiva, la paziente ha mostrato un miglioramento clinico e laboratoristico. La terapia cortisonica è stata continuata e la sua dose aggiustata in base alla risposta clinica. In letteratura, la tossicità surrenalica correlata agli inibitori PD-1 è considerata un evento raro, ma potenzialmente grave. La diagnosi precoce, supportata da test ormonali e di stimolazione, è fondamentale per un trattamento tempestivo. La sostituzione ormonale con corticosteroidi rappresenta il trattamento di prima scelta, permette di ripristinare i livelli ormonali e di prevenire complicanze più gravi. La gestione di questi eventi richiede un’attenta sorveglianza e un approccio multidisciplinare, per garantire un migliore esito clinico ai pazienti trattati con immunoterapia.
EVENTI AVVERSI GRAVI IMMUNO-CORRELATI CON INIBITORI DEL CHECKPOINT IMMUNITARIO: UN CASE REPORT
Eleonora BerardiniPrimo
2025-01-01
Abstract
Introduzione L’insufficienza surrenalica rappresenta una possibile, seppur rara, complicanza dell’immunoterapia con inibitori del checkpoint immunitario, come il nivolumab che agisce bloccando il recettore PD- 1, potenziando la risposta immunitaria contro le cellule tumorali, ma può anche scatenare reazioni autoimmuni che compromettono diversi organi, tra cui le ghiandole surrenali. Descrizione caso Il caso riguarda una donna con diagnosi di melanoma metastatico, già nota per essere ipotiroidea e in terapia con levotiroxina. La paziente ha iniziato un ciclo di immunoterapia con nivolumab, dopo circa due settimane ha sviluppato una polmonite interstiziale, diagnosticata tramite TAC toracica senza MDC. La condizione è stata trattata con cortisonici, con miglioramento clinico e radiologico progressivo. Tuttavia, durante la terapia, si è manifestata una condizione di insufficienza surrenalica, confermata da test ormonali e test di stimolazione con tetracosactide. Timeline e Gestione clinica Il 17 ottobre 2024, è stata eseguita una TAC toracica che ha evidenziato la presenza di polmonite interstiziale. In seguito, il 21 ottobre, sono stati eseguiti esami ematochimici che hanno mostrato valori di WBC nella norma e un leggero aumento dei neutrofili. La PCR risultava normale, escludendo un’infezione acuta. La stessa settimana è stata avviata terapia cortisonica con Deltacortene 25 mg, con successivo miglioramento documentato con TAC di controllo il 19 e il 17 dicembre, che evidenziavano una riduzione significativa delle aree flogistiche. Parallelamente il 21 ottobre sono stati dosati ACTH e cortisolo. Il 3 gennaio 2025, un test di stimolazione con tetracosactide ha confermato la diagnosi di insufficienza surrenalica, di conseguenza, è stata avviata terapia sostitutiva con cortone acetato, 25 mg al giorno, suddiviso in più assunzioni durante la giornata. Follow-up e Risultati Dopo la terapia sostitutiva, la paziente ha mostrato un miglioramento clinico e laboratoristico. La terapia cortisonica è stata continuata e la sua dose aggiustata in base alla risposta clinica. In letteratura, la tossicità surrenalica correlata agli inibitori PD-1 è considerata un evento raro, ma potenzialmente grave. La diagnosi precoce, supportata da test ormonali e di stimolazione, è fondamentale per un trattamento tempestivo. La sostituzione ormonale con corticosteroidi rappresenta il trattamento di prima scelta, permette di ripristinare i livelli ormonali e di prevenire complicanze più gravi. La gestione di questi eventi richiede un’attenta sorveglianza e un approccio multidisciplinare, per garantire un migliore esito clinico ai pazienti trattati con immunoterapia.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


