Stato dell’arte: Il rinvio del concepimento rende le donne in età materna avanzata (Advanced Maternal Age, AMA; ≥ 35 anni) una popolazione crescente nella PMA. Le pazienti AMA presentano alterazioni del microambiente follicolare e un declino della funzione ovarica, con un impatto sugli esiti della PMA; tuttavia, la valutazione sistematica di tali cambiamenti nella pratica clinica resta limitata. Obiettivo della ricerca: Analizzare i cambiamenti età-dipendenti del microambiente follicolare, valutando fluido follicolare (FF) e cellule somatiche come marcatori a supporto della gestione clinica delle pazienti AMA. Principali metodi e risultati: Settanta donne sottoposte a PMA (aprile 2025-gennaio 2026) sono state arruolate consecutivamente presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Senese e suddivise in Non-AMA e AMA. Oltre ai dati clinici e riproduttivi, nel FF sono stati valutati stress ossidativo (dROMs) e infiammazione (IL-18); nelle cellule della granulosa (GCs) e del cumulo (CCs) è stata analizzata l’espressione di GDF9, STAR e CYP11A1 (ddPCR). Le pazienti AMA (73% della coorte) mostravano una riduzione della riserva ovarica (AMH, p = 0,009), della risposta alla stimolazione (E2, p = 0,027) e della qualità ovocitaria (p ≤ 0,01). È stato evidenziato un incremento età-dipendente di ROS (p ≤ 0,001) e IL-18 (p ≤ 0,05), associato a una riduzione di GDF9 e CYP11A1 (p ≤ 0,05), indicativa di un’alterata comunicazione ovocita-GCs e di una compromissione dei principali processi follicolari. Conclusioni: La capacità riproduttiva risulta compromessa già dai 35 anni. FF e cellule somatiche follicolari forniscono informazioni clinicamente rilevanti per la caratterizzazione del microambiente ovarico e la gestione clinica delle pazienti AMA.
Età materna avanzata e PMA: ruolo del microambiente follicolare nella gestione clinica delle pazienti AMA
Clarissa Bada;Gian Mario Tiboni;Assunta Pandolfi;
2026-01-01
Abstract
Stato dell’arte: Il rinvio del concepimento rende le donne in età materna avanzata (Advanced Maternal Age, AMA; ≥ 35 anni) una popolazione crescente nella PMA. Le pazienti AMA presentano alterazioni del microambiente follicolare e un declino della funzione ovarica, con un impatto sugli esiti della PMA; tuttavia, la valutazione sistematica di tali cambiamenti nella pratica clinica resta limitata. Obiettivo della ricerca: Analizzare i cambiamenti età-dipendenti del microambiente follicolare, valutando fluido follicolare (FF) e cellule somatiche come marcatori a supporto della gestione clinica delle pazienti AMA. Principali metodi e risultati: Settanta donne sottoposte a PMA (aprile 2025-gennaio 2026) sono state arruolate consecutivamente presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Senese e suddivise in Non-AMA e AMA. Oltre ai dati clinici e riproduttivi, nel FF sono stati valutati stress ossidativo (dROMs) e infiammazione (IL-18); nelle cellule della granulosa (GCs) e del cumulo (CCs) è stata analizzata l’espressione di GDF9, STAR e CYP11A1 (ddPCR). Le pazienti AMA (73% della coorte) mostravano una riduzione della riserva ovarica (AMH, p = 0,009), della risposta alla stimolazione (E2, p = 0,027) e della qualità ovocitaria (p ≤ 0,01). È stato evidenziato un incremento età-dipendente di ROS (p ≤ 0,001) e IL-18 (p ≤ 0,05), associato a una riduzione di GDF9 e CYP11A1 (p ≤ 0,05), indicativa di un’alterata comunicazione ovocita-GCs e di una compromissione dei principali processi follicolari. Conclusioni: La capacità riproduttiva risulta compromessa già dai 35 anni. FF e cellule somatiche follicolari forniscono informazioni clinicamente rilevanti per la caratterizzazione del microambiente ovarico e la gestione clinica delle pazienti AMA.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


